Vergani, Orio: Decalogo all’amico. Manoscritto autografo

Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Vergani, Orio
Titolo: manoscritto autografo
Titolo: Vergani, Orio

Vergani, Orio: Decalogo all’amico. Interessante manoscritto, non firmato nè datato, nel quale Vergani dà 10 fondamentali norme di comportamento che si dovrebbero seguire quando, di passaggio in una città non nota, si decide di andare a pranzo. 2 pagine (29 x 23 cm.) che terminano con la scritta continua, a cui segue una terza pagina manoscritta, dal titolo La storia di una celebre trattoria milanese, nella quale Vergani racconta del locale dove si svolse per anni la premiazione del premio letterario Margutta. Senza data ma anni Cinquanta.

(…) I. Se in viaggio, o nella tua città, hai mangiato bene in un ristorante, in una trattoria o anche in una modesta osteria dove si curi una tipica cucina all’italiana, annotate (…) l’indirizzo. Non rimandate a domani (…) 2. In ogni trattoria, quando il padrone, il maitre, o il cameriere vi offrono la scelta “asciutta o in brodo”, domandate se hanno o possono prepararvi qualche tipico piatto regionale. (…) 3. Indicateci le trattorie che hanno specialità … ma non dimenticate quella dove si cucina ottimamente anche la più semplice delle specialità paesane. 4. Se la città dove siete di passaggio è in una regione nota per i propri vini tipici, domandate il vino locale, prendendo nota del nome, della marca, dell’annata. Segnalateci le trattorie che hanno una carta dei vini nella quale siano elencati i vini tipici della regione nelle loro confezioni originali. 5. Domandate il formaggio della regione: almeno per assaggio. Ogni regione ha i suoi formaggi (…) Il mondo va verso la cucina standard, verso i vini standard, verso i formaggi standard. Non lasciatevi irrigimentare verso il consumo cieco. La buona cucina è sempre il risultato di una scelta personale. (Profetico). 6. Se una trattoria abusa in quanto a prezzi della segnalazione s. q. (…) annotate questo particolare, nella segnalazione, come un titolo di biasimo. L’ospite straniero deve saper sempre quanto spenderà. 7. E’ sempre consigliabile una visita ai cosidetti impianti igienici. Segnalateci con una nota di biasimo i locali che non assicurano decoro e pulizia alle loro stanze regali. 8. Diffidate della descrizione generica degli “antipasti assortiti”. L’arte dell’antipasto va lasciata ai francesi. Gli antipasti tipici italiani sono, nelle stagioni propizie, di verdure e, in determinate regioni, di salumi. (…) Le soluzioni fatte con i carciofini sott’olio, un’acciuga, due ravanelli e due fettine di salame o di prosciutto – che abitualmente si conteggiano poi a parte – appartiene all’abicì della più modesta pratica gastronomica. (…) 9. Il panorama è bello, ma non si mangiò. Accludetelo nelle vostre segnalazioni. 10 (…)

Orio Vergani giornalista, fotografo e scrittore italiano, è considerato il primo fotogiornalista italiano. A 15 anni pubblicò la sua prima novella su una rivista, “Il secolo XX”. Interrotti gli studi, si trasferì a Roma dove diventò amico di Federico Tozzi. Luigi Pirandello lesse i suoi racconti e lo considerò il più promettente dei suoi discepoli. A 20 anni pubblicò il suo primo libro di novelle, Acqua alla gola, mentre già svolgeva una intensa attività giornalistica. Nel 1926 Pirandello mise in scena il suo Cammino sulle acque, commedia considerata tra le più singolari e coraggiose di quell’epoca e ripresa negli anni ’50 dal Piccolo Teatro di Milano. A 26 anni Vergani fu chiamato da Ugo Ojetti al “Corriere della Sera” come inviato speciale di terza pagina. Per questo giornale egli lavorò per 34 anni. Vinse nel 1939 il premio Viareggio, con la raccolta di elzeviri, Passo profondo; nel 1942 vinse il premio dell’Accademia d’Italia per il romanzo Recita in collegio; nel 1957 il premio Marzotto per il romanzo Udienza a porte chiuse. È stato tra i primi scrittori italiani a interessarsi di arti “nuove” come il jazz, il cinema, la coreografia. Nel giornalismo sportivo è diventato celebre come commentatore al seguito di 25 Giri d’Italia e di altrettanti Tour de France. Ha fondato il premio Bagutta, che, per anzianità, è il primo premio letterario italiano.

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