Carmen Sylva: lettera autografa firmata

Prezzo: euro 190
Autore: Carmen Sylva
Titolo: Lettera autografa
Data: 1904

Carmen Sylva (Elisabetta di Wied): Cartolina postale autografa firmata (9 x 14 cm.) con un immagine fotografica nella quale è raffigurata la scrittrice Carmen Sylva mentre sta scrivendo. Sul lato sinistro dell’immagine, citazione autografa firmata Elisabetta Carmen Sylva in lingua francese: Lorsque nous aurons pénétré jusqu’à la bonté suprème nous aurons compris que la beauté est aussi éternelle que la vérité et la bonté plus sublime que l’intelligènce … Conservata parte di busta con indirizzo autografo e francobollo. Senza data ma 1904.

Elisabetta di Wied (Neuwied, 29 dicembre 1843 – Bucarest, 2 marzo 1916) ampiamente nota con il suo nome letterario di Carmen Sylva, fu la Regina consorte di Romania come moglie di Carol I di Romania. Nella guerra russo-turca del 1877-1878 si dedicò alla cura dei feriti, e fondò l’Ordine di Elisabetta (una croce d’oro su un nastro blu) per premiare il servizio distinto in tali lavori. Favorì l’istruzione superiore delle donne in Romania, e istituì varie società di pubblica utilità. Distintosi precocemente per la sua eccellenza come organista pianista e cantante, mostrò anche considerevole abilità nella pittura; ma una fervida fantasia poetica la condusse sulla via della letteratura, e più in particolare alla poesia, al folklore e alle ballate. Oltre a numerosi lavori originali mise in forma letteraria molte delle leggende in vigore tra i contadini rumeni. Elisabetta di Wied, cosa abbastanza insolita per una regina, era personalmente del parere che una forma repubblicana di governo fosse preferibile alla monarchia – un parere che lei espresse senza mezzi termini nel suo diario, anche se non lo rese pubblico all’epoca: Devo simpatizzare con i Socialdemocratici, soprattutto in vista dell’inerzia e della corruzione dei nobili. Questo “piccolo popolo”, dopo tutto, desidera solo ciò che la natura conferisce: l’uguaglianza. La forma repubblicana di governo è l’unica razionale. Non riesco mai a capire le persone stupide, il fatto che continuino a tollerarci.

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