Delfini, Antonio: lettera autografa

Prezzo: Euro 110
Prezzo: Euro 110
Autore: Delfini, Antonio
Titolo: Lettera autografa firmata
Data: 1939

Delfini, Antonio: cambiale di lire novantasettemilasettecento datata 9 agosto 1939 all’ordine della Banca Agricola di Cavezzo firmata dalla famiglia Delfini: Bianca, Bianca Rosa e Antonio.

Antonio Delfini nacque orfano di padre. Cinquant’anni dopo, per ragioni burocratiche, dovette riesumare la salma: Intatto nel viso nel corpo, nella barba, nei capelli (così come risultò all’apertura della cassa, nel cimitero di Modena, la mattina del 10 febbraio 1962) egli si lasciò vedere da me per la prima volta nella mia vita. Non avevo mai avuto un ricordo visivo di lui. Lui, mio padre, aveva trentatre anni; e io, suo figlio, cinquantaquattro. Unico al mondo, io credo, ho visto per la prima volta il papà , lui in età di un mio figlio, io, in età di suo padre. Dopo la morte del padre, la famiglia originariamente benestante, fu costretta a vendere quasi tutto, compreso il palazzo di famiglia a Modena e a trasferirsi a Firenze; qui Delfini entra in contatto con l’ambiente culturale del Caffè Le Giubbe Rosse e stringe amicizie importanti con scrittori e intellettuali come Carlo Bo, Carlo Emilio Gadda, Tommaso Landolfi, Mario Luzi, Eugenio Montale. Nel 1938 esce presso l’editore fiorentino Parenti il volume Il ricordo della basca, raccolta di dieci racconti in cui Delfini crea l’immagine di una Modena insieme reale e immaginaria, in cui sogno e realtà danno luogo a un intreccio di forte carica simbolica e emotiva. Nel 1946 lo scrittore si trasferisce a Viareggio, iniziando una parentesi politica durante la quale fu, nel 1953 candidato al Senato per la lista di Unità popolare. Nello stesso anno fondò Il liberale. Negli ultimi anni ebbe un’intensa attività di collaborazioni giornalistiche vivendo, ormai privo di mezzi, in una condizione di continuo vagabondaggio. Antonio Delfini muore il 23 febbraio 1963. Pochi mesi dopo la sua morte, I racconti (titolo dato da Garzanti alla terza edizione del Ricordo della Basca) vinceranno un molto discusso Premio Viareggio.

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