Volponi, Paolo: lettera autografa firmata

Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Volponi, Paolo
Titolo: Lettera firmata
Data: 1958

Volponi, Paolo: lettera dattiloscritta con firma autografa su carta intestata Olivetti (29,5 x 21 cm): Ivrea, 21 luglio 1958. Volponi risponde ad una lettera del poeta e critico romano Gaio Fratini, il quale gli aveva chiesto una raccomandazione per poter entrare a far parte del gruppo di intellettuali che lavoravano per la Olivetti.

(…) Ho ricevuto la tua lettera e ti assicuro che non devi dubitare sul mio aiuto. Non so però quanto potrà sortirne, giacché la Olivetti si trova in un momento particolare, dovendo riassorbire, te lo dico del tutto riservatamente, alcuni giovani intellettuali, fino ad ora impiegati nel Movimento Comunità, che sta subendo un ridimensionamento. Parlerò di te direttamente con il capo del Personale, perché almeno la tua lettera possa essere presa in considerazione. In questo mondo difficile anche le ultime posizioni degli intellettuali liberi stanno crollando; che almeno ritornino i tempi dei canonicati, se non è da sperare nello stabilirsi di una generale intelligenza, che possa dare a ciascuno il suo (…)

Paolo Volponi è stato un grande poeta e romanziere, nel quale coesistevano felicemente i due aspetti di scrittore e manager, per il quale, pur amando la letteratura, sono state indispensabili proprio la concreta realtà del lavoro e le connesse ideologie. Se la sua grandezza letteraria è stata un’evidenza, il suo impegno in prima persona nell’industria, rispondendo alla chiamata di Adriano Olivetti, lo ha reso per sempre un uomo sensibilmente coinvolto nelle vicende del mondo dell’impresa. Volponi ha lavorato alla Olivetti dal 1956 al 1971, proprio in quella straordinaria stagione, a partire dagli anni Cinquanta, durante la quale l’azienda di Ivrea fu il punto d’incontro per molti intellettuali provenienti dall’Italia e dall’estero. Per Adriano Olivetti, intellettuali e letterati erano necessari dovunque, anche in un’industria a elevato contenuto tecnologico: il loro contributo favoriva un progresso equilibrato dell’impresa ed evitava gli eccessi del tecnicismo. Facendo della politica del personale il suo campo privilegiato,Volponi attuò quel rapporto di democrazia aziendale che il suo maestro Adriano Olivetti aveva a suo tempo iniziato occupandosi con competenza e devozione della formazione del personale, dell’istruzione e dell’addestramento professionale, dei rapporti con i sindacati.

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