Meyerbeer, Giacomo: Lettera autografa firmata

Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Mayerbeer, Giacomo
Titolo: Lettera autografa firmata

Meyerbeer, Giacomo: Lettera autografa firmata, senza data, indirizzata probabilmente a Gioachino Rossini; una pagina (21 x 13, 5 cm.) su carta intestata: al margine alto destro della lettera, ci sono le iniziali del musicista all’interno di un elegante cartiglio impresso a secco.

Meyerbeer si rivolge all’amico Rossini chiamandolo Caro Maestro. Gli comunica che si era riproposto di andare in mattinata all’Opéra per discutere insieme a lui di alcune questioni molto importanti. Ma un improvviso e violento mal di testa, sopraggiunto poche ore prima di uscire e che lo assilla ancora, gli ha impedito di realizzare il suo proposito. Mi prendo dunque la libertà di pregarVi, Caro Maestro, di avere l’estrema compiacenza di venire a casa mia, una volta terminata l’audizione che Voi avete alle ore 3 … Meyerbeer dice ancora a Rossini di mostrare la lettera, il biglietto che gli ha fatto recapitare, al Signor Deligny, con il quale si scusa, pregandolo di voler chiedere al Deligny di accompagnarlo.

(…) Agrèez Cher Maitre l’espression de ma considération la plus distinguèe. Ce Lundi ….

(…) Divino maestro! Non posso lasciar finire la giornata senza ringraziarvi ancora dell’immenso piacere che ho provato nell’ascoltare due volte la vostra ultima sublime composizione; che il cielo vi conceda cento anni di vita, per poter creare ancora qualche altro capolavoro simile a questo, e che Dio accordi anche a me il tempo per poter ascoltare e ammirare le nuove creazioni del vostro genio immortale. Così si esprimeva Meyerbeer, a cui Rossini era particolarmente affezionato, nel 1864, dopo avere ascoltato la Petite messe solennelle; malauguratamente al sessantatreenne compositore tedesco restavano appena due mesi di vita. La mattina del 2 maggio 1864 Rossini fu avvertito delle gravi condizioni in cui si trovava Meyerbeer e volle subito recarsi in carrozza al numero 2 di avenue Montaigne dove però il portiere gli disse senza tanti preamboli E’ morto stamattina alle cinque. Alla notizia il maestro ebbe un mancamento e non si riebbe che dopo alcuni minuti nella guardiola della portineria. Dove lo trovò, pallido e percosso dal dolore, la figlia del compositore defunto, nelle cui braccia Rossini si gettò piangente. Tornò dunque a casa sconvolto, accasciato, in preda a una profonda, sincera commozione. Volle dedicare à mon pauvre amis Meyerbeer un Chant funèbre per coro maschile e cassa rullante.

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