Rossini, Gioachino: lettera firmata

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Autore: Rossini, Gioachino
Titolo: lettera firmata
Titolo: Rossini, Gioachino
Data: 1855

Rossini, Gioachino: significativa lettera firmata Olymphe Rossini, dettata dallo stesso Gioachino alla moglie Olymphe Pélissier: 3 pagine e mezzo (20, 9 x 13, 5 cm.) in lingua francese senza data, ma con tutta probabilità del 1855, scritta da Trouville-sur-Mer, vent’anni dopo la morte di Bellini. Conservata busta. A nome del marito Rossini, la moglie risponde a un breve questionario di Pietro Folo, avvocato a Roma, che raccoglieva dati biografici su Vincenzo Bellini. Questa lettera è molto importante per avere un quadro di una morte assurdamente solitaria. Taglio in prossimità della piegatura senza mancanze.

In due anni di soggiorno, Parigi, esclusi gli applausi per i Puritani, non aveva dato gran che a Bellini; nonostante il trionfo della sua opera, il musicista non aveva concluso altro contratto. Anche la critica stava sulle sue: benevola, ma con moderazione. L’amicizia con Rossini era voluta e un po’ formale da entrambe le parti, resa più distante dalla differenza d’età e di posizione nel mondo teatrale della città. A Parigi Bellini morì più povero di quando vi era arrivato. Le speculazioni borsistiche affidate a Samuel Lewis gli avevano fatto perdere la metà dei suoi risparmi. Il furto dei Puritani aveva svalorizzato i noli dello spartito e l’edizione italo – francese. Il direttore dell’Opéra, con cui egli era in trattative, rifiutava di aggiungere una somma fissa, anche modesta, ai diritti d’autore. In quel tempo Bellini scrive ad amici di Milano di vendere i mobili che là aveva lasciato, perché aveva bisogno di denaro. Nei giorni precedenti la morte è il vuoto estivo della capitale in vacanza. Piccole cene, ritrovi più rari. Rossini in campagna. Bellini a Puteaux, solo perché i padroni di casa se ne sono andati; nessuno ne sa niente e, per qualche giorno, nessuno ci pensa. L’11 settembre la malattia era già seria, sebbene Bellini cercasse di credere che sarebbe passata presto. Il medico curante, nel suo referto del 23 settembre, annota che sono già 13 giorni che il malato si trova nelle stesse condizioni di salute, gravi: la stretta consegna di isolamento potrebbe dunque essere sua. Sta di fatto che la notizia della malattia, che si stava divulgando anche sui giornali, contribuì a tenere lontano dalla villetta di Puteaux la folla di ammiratori del musicista, ormai noto ed acclamato. A tale notizia si aggiunse anche la perizia del giardiniere inflessibile dei Lewis, che, una volta partiti, diedero ordine di allontanare anche gli amici più intimi del musicista, come Mercadante e d’Aquino. L’ipotesi che l’isolamento fosse dovuto al timore di un caso di colera è smentita dal contegno stesso del medico: è più facile sospettare un errore di cura. Egli passa da una clausura ferrea al totale abbandono. Bellini non muore nelle mani del medico; i particolari della sua agonia, veri o falsi, sono dati dal giardiniere; il cadavere è ricomposto dal giardiniere, con d’Aquino appena sopraggiunto. Per Rossini che, arrivato tardi, si occupa della salma, dell’autopsia, dei funerali, delle onoranze, il medico della cura è un italiano che non vidi mai.

(…) Monsieur, Depuis deux ans les souffrances de mon mari ne lui permettent plus de suivre sa correspondance, qui seroit trop nombreuse pour ne pas devenir une fatigue. Je suis le faible interprete chargé de vous transmettre saus sa dictée les réponses Categoriques a vos demandes. Ier: Se è vero che Bellini ti nominò esecutore testamentario ecc. – Bellini n’a point fait de Testament par consequent les 2, 3 et 4 . me – Demandes sont resolues par la première reponse. J’ai été nommé executeur Testamentaire par la famille de Bellini … 5 Perchè nell’ultima malattia di Bellini non lasciarono entrare alcuno o chi si trovò negli Ultimi suoi momenti. Lorsque Bellini est tombé Malade il était a la Campagne chez un ami a lui, Mr Lewis. Lorsque des amis on été puor le voir il a été répondu que par ordre du medicin on ne pouvait pas le voir, que quoique très souffrant encore pour recevoir il allait beaucoup mieux (…) Voilà Monsieur ce que mon mari m’a transmis, mais ce que je pius vous assurer c’est que la suavité, la grace melodieuse des créations de Bellini n’avoinet pas d’admirateur plus sincere que Rossini, qui l’amait et le cherissait paternellement (…) Le Genie et le Caractére de Bellini ont laissé dans le souvenir de mon mari une pensée admirative qui sera toujours aussi vive qu’affectueuse et que le temp ne peut raffacer (…)

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