Cassiani, Paolo: Minuta autografa sul calcolo differenziale

Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Cassiani, Paolo
Titolo: Lettera autografa
Data: 1804

Cassiani, Paolo: Interessante minuta autografa di 2 pagine, scritta in risposta ad un articolo del matematico Gaetano Barbieri sul calcolo differenziale. Assieme alla minuta sono conservati 2 documenti originali su carta intestata della Repubblica Italiana, nei quali Vaccari, consigliere del Segretario di Stato, comunica a Cassiani le intenzioni del Barbieri, sottoponendogli il di lui lavoro.

1) Documento autografo di Vaccari datato Milano, 31 Agosto 1804. (…) Al Cittadino Avvocato Paolo Cassiani … Il Cittadino Gaetano Barbieri ha chiesto di poter dedicare al … una di lui opera intitolata: Considerazioni generali tendenti a dimostrare in tutta la sua estensione la metodica del calcolo differenziale. Siccome il Signor … non vuole accettare dedica alcuna quando non trattasi di opera veramente classica, e che possa far onore alla Repubblica letteraria, e del Governo cui appartiene l’autore, così ha determinato che l’opera del Barbieri sia a voi trasmessa perché vi compiacciate di esaminarla (…)

2) Documento autografo di Vaccari di una pagina datato Milano, 31 Ottobre 1804. (…) Dopo la favorevole informazione che il Professore Cassiani ha dato dell’opera vostra riguardante il calcolo differenziale, il …. mi ha commesso di significarvi, che vi ha assegnata la somma di sessanta zecchini per la sopradetta stampa (…)

3) Minuta autografa di Cassiani. (…) Lo scopo principale del Barbieri si è di dimostrare che il Calcolo differenziale ordinario sembri inesatto, ma non è tale. (…) Il Governo premuroso della migliore istruzione scientifica della Gioventù, crede bene sostituire ad esso il Calcolo delle funzioni, siccome quello che manifesta ne’ suoi principi, e nelle sue applicazioni tutta l’esattezza; ma questo calcolo delle funzioni esigendo operazioni troppo prolisse, era desiderabile che, non mancando all’esattezza dovuta, potesse continuarsi l’uso del primo (…) Lagrange si propose di dimostrare l’identità di questi due calcoli, ma nulla eseguì in seguito. Collalto ha dimostrato tale identità in vari casi particolari, ma non prende la cosa in quella generalità, che si avrebbe dovuto. Barbieri sembrami che sia riuscito nella sua impresa. In conseguenza di ciò potremmo nelle scuole apportare un non piccolo vantaggio, perché riprendendo l’uso de’ calcoli differenziali, si potranno abbreviare e facilitare le operazioni, e dar così luogo a quei progressi nelle Matematiche, che per la prolissità dei lavori non permetterebbe il calcolo delle funzioni. I raziocini di cui si serve il Barbieri, sono ingegnosi, ed i principi da cui egli deduce l’identità dei due calcoli e l’esattezza del differenziale lo giudico giusto. Siccome poi mi è sembrato che l’ordine dell’opuscolo e qualche proposizione subalterna necessitassero riforma, quindi è che presami la libertà di ritenere l’opuscolo medesimo onde egli possa eseguire i cambiamenti corrispondenti (…)

Paolo Cassiani nacque a Modena nel 1743. Le tappe della sua carriera furono assai rapide: nel 1764 fu ammesso nel Collegio degli avvocati del ducato di Modena; quasi contemporaneamente fu nominato professore di diritto canonico nella locale università, e nel 1767 associò a questo incarico quello di professore di istituzioni criminali. Ma il diritto non rimase il principale dei suoi interessi; si occupò infatti di studi matematici divenendo un ottimo conoscitore dell’analisi. La fama della sua ottima preparazione in questa disciplina fu tale che già nel 1774 il duca Francesco III lo chiamò alla cattedra di analisi matematica dell’università. Divenuto professore, Cassiani rimodernò i programmi e la didattica, sia introducendo quella meccanica analitica che Lagrange veniva nel frattempo elaborando, sia trattando in modo sistematico l’intera teoria delle equazioni, anche con l’uso di metodi dimostrativi originali. Paolo Ruffini, forse il maggior algebrista italiano del periodo tra i due secoli, fu suo allievo e fornì i suoi contributi più notevoli proprio nel campo su cui vertevano gli interessi del Cassiani, cioè la teoria delle equazioni, riconoscendo esplicitamente il suo debito verso il maestro. Lasciato l’insegnamento passò presto ad incarichi nel governo del ducato: fu sovrintendente ai Lavori Pubblici, relatore della Congregazione di acque e strade, ministro nel Supremo Consiglio di economia. Quando, in conseguenza della campagna napoleonica in Italia, cadde il governo ducale, Cassiani fu dapprima rimosso dagli impieghi pubblici; poi nel 1798 fu nominato professore di geometria descrittiva e di idrodinamica. Nel 1802 fu nominato consigliere della Repubblica italiana per il dipartimento del Panaro; nel 1803 fece parte della Commissione idraulica incaricata di pronunciarsi sull’opportunità allora assai discussa di far confluire il Reno nel Po. Cominciò anche a lavorare ad un Corso di lezioni di matematica. Nel 1805 ricevette la Legion d’onore. Cassiani morì a Modena nel 1806.

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