Mantegazza, Paolo: lettera autografa firmata

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Autore: Mantegazza, Paolo
Titolo: Lettera autografa firmata
Data: 1894

Mantegazza, Paolo: lunga e interessante lettera autografa firmata di sei pagine su carta intestata L’Igea. Giornale di Igiene e Medicina Preventiva (21 x 13 cm), nella quale il medico offre al suo interlocutore consigli sanitari per un viaggio in Argentina. Carta leggermente sciupata, con un rinforzo alla piegatura centrale, al verso delle pagine 2 e 4, che non ne compromette la leggibilità: Firenze 1894.

(…) Consigli durante il viaggio e durante il soggiorno. Conviene portar seco delle buone pastiglie di menta (…) e una piccola boccetta di cloroformio. Nella leggerissima nausea del mar di mare convien curarsi subito (…) e masticare qualche pasticca di menta. Quando il mal di mare sia già forte e già abbia dato luogo a vomito (…) l’acqua di seltz. Nei casi di mal di mare fortissimo (…) si devono versare cinque o sei gocce di cloroformio sopra un pezzetto di zucchero e masticarle oppure (…) con acqua e zucchero e prenderle in una volta sola. Negli Elementi di Igiene e nell’almanacco dell’Igiene del Movimento ho dato molti consigli per combattere o almeno calmare la nausea marina ma i più importanti sono quelli che ho segnato qui. (…) E’ ben raro che nei mesi d’estate (Novembre, Dicembre, Gennaio) vi sian casi di febbre gialla nell’uno o nell’altro di questi posti e specialmente a Rio de Janeiro dove i piroscafi si fermano parecchi giorni. Sarà ottima precauzione lo sbarcare di giorno e ritornare a bordo prima della sera, o meglio ancora non sbarcare affatto. In questi casi deve farsi una grande differenza fra il caso di febbre gialla sporadica (con pochi casi) e di febbre gialla epidemica. Nel primo caso bastano leggere precauzioni nel secondo esse non saranno mai sufficenti. Sempre però convien resistere nel Brasile alla tentazione di mangiar troppi frutti, che per la loro bellezza e la loro bontà ci invitano ad abusarne. Sono da ammettersi le banane e gli ananas, come frutti molto sani e che anche in grave epidemia possono mangiarsi impunemente. Se mai il caso volesse che la signora dovesse sbarcare in paesi in piena epidemia, il prendere ogni mattina del caffè nero con mezzo grammo di chinino sarà utilissimo. Conviene però ricordare che qui fra noi si giudicano molti e gravi i pericoli ai quali un viaggiatore si espone recandosi in America, mentre invece si tratta quasi sempre di una gita amena, che fortifica cervello, nervi e ogni cosa. Io sono molto grande e ho già fatto sei volte quel viaggio senza aver danno, avendone spesso un lieve vantaggio per la salute. Il clima di Buenos Aires è eccitante e salubre, alquanto versatile e perciò poco opportuno a molti nervosi. (…) Essendo il clima della capitale argentina molto più mite di quelli della maggior parte dei climi italiani, molti (…) subito la flanella anche fra noi, e fanno malissimo: perché l’inverno di B. Aires è spesso umido e sempre poi molto variabile. Io anzi, se la pelle della signora lo consente, le consiglierei a portare una sottilissima flanella anche d’estate. (…) Se la signora fosse molto nervosa è probabile che nei giorni nei quali soffia il vento nord, ella avesse a soffrir di emicrania o di qualche prostrazione di forze o di strano e singolare malessere. Conviene essere avvertiti per non sgomentarsi e di solito passato il vento, passano anche i malanni che aveva prodotto (…) Non servirà che la signora abbia bisogno di medici, ma se mai avesse questa disgraziata necessità, essa ne troverà di ottimi italiani e argentini. Le raccomando in modo speciale il dottor Luigi Mestri, a cui potrà presentarsi a nome mio. E’ dottissimo medico chirurgo valente. Eccole, Egregio Signore, i pochi consigli generali che posso dare senza conoscere la persona a cui sono destinati. Se mai le occorressero altre informazioni mi farò subito in dovere di dargliele (…)

Medico fisiologo e neurologo, antropologo darwiniano, Paolo Mantegazza fu anche un instancabile viaggiatore; visse per alcuni anni in Argentina, in Paraguay, in Bolivia, dove compì numerose osservazioni naturalistiche, botaniche, etniche ed etnoiatriche. Durante la sua permanenza in America Latina venne in contatto con i coqueros, nei quali affermò (nei suoi diari) di aver visto la “più pura felicità”, associandola al consumo di foglie di coca. Come usava al tempo, cominciò a condurre uno studio sugli effetti del consumo di questa sostanza, sia a livello digestivo che a livello nervoso, facendosene anche inviare cospicue quantità dalla Bolivia una volta ritornato in Italia. Nel 1859 pubblicò il saggio Sulle virtù igieniche e medicinali della coca e sugli alimenti nervosi in generale. In quello stesso periodo, in effetti, non pochi medici e scienziati proponevano di utilizzare la coca per fini terapeutici, soprattutto per la cura delle malattie mentali (alle ricerche di Mantegazza si ispirò anche Angelo Mariani). Nonostante il suo nome sia generalmente associato alla cocaina, il suo interesse nei confronti delle droghe fu ben più vasto, mosso da motivazioni e da obiettivi di più ampia portata. Mantegazza si interessò a tutte le droghe e nel 1858 ne propose una classificazione di importanza storica e nel 1871 pubblicò il trattato Quadri della natura umana. Feste ed ebbrezze, in cui sono riportate le conoscenze dei suoi tempi sulle droghe psicoattive. Assertore convinto delle teorie darwiniane, ne studiò molti problemi (atavismo, pangenesi, selezione sessuale, ecc.). Mantegazza concepì anche una nuova teoria sulla criminologia umana e sperimentò la fecondazione artificiale; nella seconda metà dell’Ottocento fu precursore dell’ibernazione in campo medico: pensava a una banca per conservare lo sperma dei soldati in partenza per la guerra, proponendo di farlo con neve e ghiaccio. Notevole la sua produzione di scrittore divulgativo. Frutto del suo successo sono in particolare gli Almanacchi d’igiene del 1864, che con la loro enorme diffusione anche nelle famiglie più semplici, contribuirono al consolidamento delle norme igieniche elementari nell’Italia moderna.

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