Cuevas, José Luis: fotografia originale

Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Cuevas, José Luis
Titolo: fotografia originale
Data: 1957

Cuevas, José Luis: fotografia originale (24,5 x 16,5 cm.) nella quale è ritratto l’artista messicano Cuevas nella metropolitana di New York: gelatina ai sali d’argento in stampa vintage: 1957. Al retro lunga nota manoscritta in lingua spagnola, nella quale si spiega che nel 1957 la rivista “Life” commissionò a Cuevas una serie di disegni per realizzare i quali l’artista esplora le strade di New York. Al retro della foto, firma autografa del fotografo Dan Budnik, noto per i suoi ritratti di artisti e per aver immortalato il Movimento dei Diritti Civili e la vita dei nativi americani. Budnik, allievo di Philippe Halsman, membro dell’Agenzia Magnum, ha lavorato per diverse celebri testate americane, fra cui “Life”; le sue fotografie sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche americane. In ottimo stato di conservazione.

José Luis Cuevas (26 febbraio 1934 – 3 luglio 2017) artista messicano, è stato uno dei primi a sfidare il movimento così detto del “muralismo” guidato da artisti come Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros. Le sue critiche si focalizzarono sul come questi artisti abbiano descritto l’intreccio sociale messicano e quanto la loro arte, allora dominante, sia stata influenzata dalla propaganda governativa attraverso la sponsorizzazione; egli fu membro prominente della Generación de la Ruptura (Breakaway Generation). Era un artista per lo più autodidatta, il cui stile è legato al lato più scuro della vita; i suo lavori spesso raffigurano figure distorte e il disfacimento dell’umanità. Cuevas fu una figura controversa, non solo per le sue immagini spesso sconvolgenti, ma anche per la sua opposizione a scrittori e artisti che sentiva partecipare alla corruzione o creare solo per soldi. Nel 1992, il Museo José Luis Cuevas è stato inaugurato nel centro storico di Città del Messico con la maggior parte del suo lavoro e la sua collezione d’arte personale. E ‘stato uno degli artisti contemporanei più fotografati del Messico. Dal 1976 al 1979 va in esilio, lasciando il Messico per la Francia, dove lavora su vari libri, serigrafie e litografie; muore il 3 luglio 2017 a Città del Messico all’età di 83 anni. Le opere di Cuevas sono state esposte nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo. La sua prima mostra statunitense suscitò notevole interesse: Cuevas ebbe interviste con il Time e il Washington Post, che lo chiamò “ragazzo d’oro”, cosa che lo aiutò a vendere i suoi dipinti. Nel 1961 due delle sue opere vengono esposte alla Galleria L’Obelisco di Roma, Los Funerales de un Dictador e La Caída de Franco, causando un conflitto diplomatico con la Spagna che chiese di rimuovere le immagini. Nel 1981 ha inaugurato la mostra Segni di vita che conteneva una fiala con il suo seme e un elettrocardiogramma preso mentre stava facendo l’amore. Nell’opuscolo della mostra, Cuevas affermava che avrebbe impregnato tutte le donne che glielo avessero chiesto, ma la Secretaría de Gobernación censurò la brochure perché considerata atto di prostituzione. Nel 1982, quattordici gallerie a Città del Messico, Barcellona, ​​Parigi e altri stati, hanno tenuto contemporaneamente mostre di Cuevas. La sua opposizione allo status quo e il suo stile d’arte aggressiva gli hanno causato diversi problemi, tra cui violenza pubblica, insulti scritti, minacce personali e anche attacchi armati alla sua abitazione. Queste sono alcune delle ragioni che gli hanno fatto guadagnare il soprannome di “l’enfant terribile” delle arti messicane.

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