De Biasi, Mario: Budapest 1956

Prezzo: su richiesta
Titolo: Budapest 1956
Data Immagine: 1956
Data Stampa: 1956
Dimensione Immagine: 27,5 x 39,6 cm.

De Biasi, Mario: Budapest 1956. Fotografia originale: 27,5 x 39, 6 cm. Gelatina ai sali d’argento in stampa vintage: 1956. Al retro timbro a tampone Mario De Biasi.

Fotografo autodidatta, nel 1948 espone a Milano e nel ’53 riceve il premio per la miglior foto dell’anno. Dal 1953 lavora come fotoreporter per la rivista Epoca e con le sue opere diventa una delle figure chiave del reportage fotografico in  Italia.

La fotografia qui descritta é stata scattata nell’ottobre del ’56, quando De Biasi, allora inviato per la rivista Epoca, si reca a Budapest per documentare  la rivoluzione ungherese. Pochi giorni prima, un corteo si é svolto  per le strade di Budapest per manifestare solidarietà agli scioperi degli operai polacchi, le cui richieste erano state soppresse dai carri armati sovietici; davanti alla sede della radio di stato avvengono i primi scontri con gli agenti dell’AVH, la polizia segreta ungherese, sedici persone vengono uccise e quella che era una dimostrazione di solidarietà si trasforma in una rivoluzione. Dal quartier generale sovietico giungono a Budapest 6000 uomini e 700 mezzi corazzati. Scontri a fuoco avvengono a Buda e a Pest nei pressi del cinema Corvin; qui cinque carri armati dell’esercito ungherese passano dalla parte della rivoluzione. Quando De Biasi giunge nella capitale ungherese la rivoluzione è al settimo giorno; la mattina del 30 ottobre una cinquantina di agenti dell’AVH si è barricata nella sede del Partito Comunista in piazza della Repubblica. E’ qui che si svolge la giornata più memorabile della rivoluzione ungherese; De Biasi fa una serie di scatti: fotografa la sede del partito, i carri armati  accorsi in aiuto degli insorti, i rivoltosi che sparano contro gli agenti dell’AVH. De Biasi fotografa la folla inferocita che si avventa anche contro i cadaveri, uno di questi viene legato ed impiccato ad un albero, preso a calci e accoltellato. Egli è in prima fila, unico a riprendere quell’orrendo massacro: il linciaggio del cadavere. La lunga sequenza  presa dal fotografo lascia l’osservatore esterefatto; non è la presenza del corpo mutilato a sconcertare, è la presenza dei carnefici e degli spettatori a rendere la scena brutale. E’ unanimamente riconosciuto che le fotografie più intense, più crude dei fatti di Budapest siano quelle realizzate da De Biasi. Subito dopo la loro pubblicazione in Italia, la Mondadori le vende infatti a ben 19 riviste straniere. Con il reportage di De Biasi, per la prima volta l’Italia riesce ad imporsi sulla ribalta del fotogiornalismo internazionale, e De Biasi ottiene la sua consacrazione ufficiale come uno dei più coraggiosi e capaci fotoreporters al mondo, al pari dei più noti colleghi di Life o dell’agenzia Magnum.

Nel 2006, in occasione del cinquantesimo anno dellla rivoluzione ungherese, pubblicando in forma integrale il lavoro di De Biasi, si è potuto ricostruiere l’evolversi di quella giornata attraverso la serie completa dei provini a contatto. Si tratta di trentatrè negativi realizzaticon una Rolleiflex 6 x 6 e con due Leica, di cui una dotata di un grandangolare. Le fotografie di De Biasi offrono materiale prezioso allo studio delle folle ‘ rivoluzionarie’.

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