Fellini, Federico: La Strada

Prezzo: euro 50
Titolo: La strada
Data Immagine: 1954
Data Stampa: 1954
Dimensione Immagine: 18 x 24 cm

Fellini, Federico: La Strada. Fotografia originale in bianco e nero (18 x 24 cm.) nella quale è ritratta Giulietta Masino in una scena del film La Strada. La fotografia è stampata su carta baritata, al cui retro c’è il tampone del Foto Archivio Cineteca Italiana e un ritaglio applicato con le indicazioni del Film. Gelatina ai sali d’argento in stampa vintage. Qualche leggero graffio.

La strada è un film del 1954 diretto da Federico Fellini, con Anthony Quinn e Giulietta Masina. Il film fu girato in parte nel famoso Circo Saltanò, con attori e comparse prese da questo circo, tanto che Fellini mutò il nome di Anthony Quinn da Saltanò in Zampanò, mixandolo con Zamperla (cognome di un’altra famiglia circense), e vinse un Oscar al miglior film straniero (nel 1957, alla prima edizione in cui fu istituita tale categoria di Oscar), facendo uscire Fellini dai confini nazionali. Il film è stato un trionfo in Francia con 4.483.518 spettatori. Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare.

Giulietta Masina, interprete femminile principale della pellicola, fu anche l’ispirazione del personaggio di Gelsomina, da lei interpretato. La Masina aveva una rara dote di attrice, era “un clown naturale”, come lo stesso Fellini la definiva [senza fonte] e con le sole espressioni del viso riusciva a trasmettere le emozioni e il disagio di Gelsomina. Anthony Quinn interpreta il ruolo del cattivo, quello che già Hollywood gli aveva attribuito. Richard Basehart, è l’acrobata, il Matto, la cui vita viaggia sempre su di “un filo teso nel vuoto”, l’uomo che mostra a Gelsomina la via di fuga dalla mostruosità di quella vita, una speranza che improvvisamente sembra vicinissima, quasi banale, ma che invece la condurrà verso la tragedia.

Zampanò (Anthony Quinn) è un rozzo saltimbanco che viaggia attraverso le realtà più sparute dell’Italia ancora contadina ed ingenua degli anni cinquanta, esibendosi in improbabili prove di forza. Gelsomina (Giulietta Masina) sostituisce la sorella (morta improvvisamente) come compagna di viaggio e lavoro del rude Zampanò, e si accoda all’artista straccione al fine di imparare un mestiere, trovare “la strada”, nella realtà la giovialità e l’ingenuità di Gelsomina non servono a mitigare il terribile carattere di Zampanò nel quale il barbaro istinto di sopravvivenza guida ogni sua azione. Gelsomina sarà trascinata dall’uomo alle stregua di un cane fino a quando incontrerà un giovane acrobata (Richard Basehart), definito da tutti Il Matto, che le insegnerà che tutte le cose di questo mondo hanno una loro importanza, e la convincerà a tornare da Zampanò e tentare di intenerire il suo animo burbero. Qualche giorno dopo Zampanò ucciderà per sbaglio il giovane acrobata durante una colluttazione e si sbarazzerà del corpo gettandolo sotto un ponte. Gelsomina che assiste alla scena sarà profondamente turbata dall’accaduto ed inizierà a manifestare chiari segni di disturbi psichici. Dopo essersi preso cura della ragazza per un breve periodo, Zampanò deciderà di abbandonarla lungo una strada deserta e continuerà solo a vagabondare per l’Italia fino a quando, parecchi anni dopo, verrà a sapere della morte di Gelsomina. Il lungometraggio si chiude con la scena straziante di Zampanò che piange solo e sconsolato in riva al mare.

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