Rosi, Francesco: fotografia originale

Prezzo: su richiesta
Titolo: Rosi Francesco
Data Immagine: 1963
Data Stampa: 1963
Dimensione Immagine: 24 x 18 cm.

Rosi, Francesco: fotografia originale (24 x 18 cm.) nella quale è ritratto Francesco Rosi sul set del film Le mani sulla città. Al retro tampone blu con la didascalia che illustra gli interpreti del film. Gelatina ai sali d’argento in stampa vintage senza data ma 1963.

Le mani sulla città è un film del 1963 diretto da Francesco Rosi. Film di impegno civile, è una spietata denuncia della corruzione e della speculazione edilizia dell’Italia degli anni sessanta. La didascalia del film dice: «I personaggi e i fatti sono immaginari, ma autentica è la realtà che li produce». Rod Steiger torna in parte su un suo personaggio di qualche anno prima, interpretando nel 1959 il ruolo di Al Capone nell’omonimo film.

« Quello è l’oro oggi. E chi te lo dà? Il commercio? L’industria? L’avvenire industriale del Mezzogiorno, sì! Investili i tuoi soldi in una fabbrica: sindacati, rivendicazioni, scioperi, cassa malattia. Ti fanno venire l’infarto cu sti’ cose. »

Il film è ambientato a Napoli, che però viene nominata per la prima e unica volta a trenta minuti dall’inizio del film; ma è scelta a rappresentare una qualsiasi città italiana (non a caso, pur trattando un argomento come gli abusi edilizi non viene mai citata la Camorra). All’inizio un uomo guarda il paesaggio, indica i palazzi sullo sfondo e dice ai suoi collaboratori che la città si sta muovendo verso una data direzione, che è quella stabilita dal piano regolatore. Loro sono su un terreno ad uso agricolo, e l’idea è quella di comprare la terra, cambiare il piano regolatore per deviare la crescita della città su tale terreno e costruirvi, guadagnando con il cambio di destinazione d’uso 70 volte tanto la spesa. Quell’uomo è Edoardo Nottola.

Edoardo Nottola è un personaggio spregiudicato che ricopre un doppio ruolo, in quello che si potrebbe ben considerare conflitto d’interessi. Egli è sia un costruttore edilizio che un consigliere comunale della città in questione, e porta avanti il suo piano di speculazione edilizia che cambierà per sempre il volto della città. Tutto inizia quando un palazzo fatiscente, in fase di demolizione (con un solo muro in comune con un altro edificio ancora abitato), subisce un drammatico crollo. Due operai muoiono, un bambino resta ferito al punto che perderà le gambe. Scoppia lo scandalo, e i politici di sinistra subito accusano: dietro a tale tragedia non c’è il destino, ma Edoardo Nottola, consigliere comunale e costruttore edile, con il figlio che lavora all’ufficio comunale per le opere pubbliche. Niente riesce a fermarlo. Né il crollo di un fabbricato provocato dai lavori di demolizione condotti dalla sua impresa che causerà morti e feriti, né l’impegno del consigliere dell’opposizione De Vita, né il suo stesso partito. Alla fine l’avrà vinta su tutti, sarà eletto assessore all’edilizia e, con la benedizione del vescovo, darà inizio alla nuova speculazione edilizia.

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