Visconti, Luchino: Senso

Prezzo: euro 80
Titolo: Senso
Data Immagine: 1954
Data Stampa: 1954
Dimensione Immagine: 27,5 x 21 cm.

Valli, Alida: fotografia originale (27,5 x 21 cm.) nella quale sono ritratti Alida Valli e Farley Granger in una scena del film di Luchino Visconti: Senso. Al retro della fotografia etichetta a stampa della Lux con le indicazioni relative al film: 1954. Gelatina ai sali d’argento in stampa vintage.

Senso è un film diretto da Luchino Visconti nel 1954. Il regista si è ispirato per questo suo film al testo di Senso, la novella omonima scritta da Camillo Boito per testimoniare la crisi di una società che agisce a fianco della Storia, senza potervi partecipare. Rispetto all’opera letteraria, Visconti pone in secondo piano la relazione fra Livia e Franz per poter dare maggior risalto alla vicenda storica. Boito dà al tenente austriaco il nome Remigio Ruz, ma Visconti lo cambiò in Franz Mahler in omaggio al suo compositore preferito, di cui poi si servì anche per musicare il successivo Morte a Venezia. Aiutoregisti del film sono Francesco Rosi e Franco Zeffirelli, entrambi all’epoca all’inizio della carriera. Visconti non poté intitolare il film Custoza e fu costretto a reinserire la scena della fucilazione del tenente Mahler, in un primo momento eliminata, perché la produzione e la censura italiana avrebbero altrimenti ritenuto la vicenda disonorevole dal punto di vista patriottico. In questa opera, Visconti sprigiona il gusto per il melodramma, uno stile epico ideologizzato, un severo controllo della recitazione.

Venezia, 1866: nel corso di una recita del Trovatore alla Fenice, gli irredentisti organizzano un lancio di volantini. Il tenente austriaco Franz Mahler, che insulta gli italiani, viene allora sfidato a duello dal patriota, conte Ussoni, che tuttavia è subito arrestato dalla polizia austriaca e condannato a un anno d’esilio. Per intercedere a favore del cugino, la bella contessa Livia Serpieri s’avvicina al tenente Mahler e se ne innamora follemente. Pur sposata, intreccia una relazione clandestina con il giovane ufficiale, fatta di incontri e di abbandoni frequenti, e infine, proprio in pieno svolgimento della terza guerra d’indipendenza italiana, cede alle sue richieste di denaro, giungendo a consegnargli i soldi destinati ai patrioti italiani che Ussoni, rientrato dall’esilio, le aveva affidato, affinché lui possa corrompere i medici per farsi esonerare dal servizio militare. Ma dopo aver scoperto che quei soldi gli erano serviti, oltre che allo scopo previsto, anche, e molto, per divertirsi alle sue spalle, si vendica denunciandolo e lascia che sia fucilato come disertore. Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare.

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