Baratelli, Flaminio: Memorie sulla condotta politica e militare tenuta da Gioacchino Murat

Prezzo: euro 110
Autore: Baratelli, Flaminio
Titolo: Memorie
Data: 1815

Baratelli, Flaminio: Memorie sulla condotta politica e militare tenuta da Gioacchino Murat. Con le quali sull’appoggio dei fatti, e di documenti fino ad ora non conosciuti provasi che il solo di lui scopo fu di servire ai progetti ed alla causa di Bonaparte sotto la maschera di Alleato della Casa d’Austria, Italia, snt, 1815, 20,5 x 13,5 cm. Legatura coeva in pelle verde con filetti in oro ai piatti; decorazioni in oro al dorso; qualche leggera spellatura; pp. 197, (3). Con un avvertimento alla prima carta fuori numerazione. Tagli dorati. Stampato su bella carta uso mano. Edizione originale.

Baratelli aderì con entusiasmo alla Repubblica cisalpina e fu tra gli animatori del Circolo costituzionale di Ferrara, ove tenne discorsi in cui propugnava la necessità di educare i giovani alle virtù repubblicane e all’amore per la libertà e l’indipendenza. Al sopraggiungere degli Austriaci, abbandonò Ferrara, peregrinò in vari luoghi e, dopo Marengo, si stabilì a Bologna ove ricoprì l’ufficio di membro dell’amministrazione ambulante del Basso Po e, più tardi, quello di commissario organizzatore del dipartimento, ufficio che poté tenere solo per breve tempo per le irregolarità amministrative e gli arbitri commessi. Perduto l’appoggio del governo napoleonico per la sua torbida attività, passò alla parte avversaria e si pose al servizio dell’Austria per cui, al ritorno delle truppe imperiali (novembre 1813), fu eletto commissario generale di polizia dal generale Nugent, che egli seguì a Parma ove ebbe, tra l’altro, l’incarico di disporre quanto era necessario per il libero e sicuro viaggio del pontefice che era stato consegnato dai Francesi agli avamposti imperiali. Per questa ed altre attività fu insignito di onorificenze. Fu poi a Roma e a Vienna chiamato dal Nugent per testimoniare contro il Murat: nel 1815 scrisse il libello nel quale intendeva dimostrare che solo scopo del Murat era stato quello di servire la causa del Bonaparte sotto la maschera di alleato di casa d’Austria. Le argomentazioni del Baratelli esposte sotto forma epistolare, si fondavano soprattutto sull’esperienza diretta dell’autore nelle vicende politico-militari della pianura padana.

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