Arpino, Giovanni: Il prezzo dell’oro

Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Arpino, Giovanni
Titolo: Il prezzo dell'oro
Editore: Mondadori
Data: 1957

Arpino, Giovanni: Il prezzo dell’oro, Milano, Mondadori, 1957, 19,5 x 13 cm. Brossura editoriale; pp. 82, (6). Bella e significativa dedica autografa firmata di Giovanni Arpino a Laura Mazza, segretaria di Alberto Mondadori, più tardi direttore editoriale del Saggiatore: a Laura perché abbia oro, incenso, mirra, e mai la vista di alcun prezzo (dicembre 1962). Edizione originale.

L’appoggio di Sereni e Vittorini favorirà il passaggio di Arpino dalla Einaudi alla casa editrice Mondadori, presso la quale lo scrittore pubblica nel 1957 la raccolta di poesie Il prezzo dell’oro, nella prestigiosa collana “Lo Specchio”, tra l’altro curata dallo stesso Sereni. All’arrivo in Mondadori però, Arpino deve superare una serie di ostacoli e incomprensioni, in vista della pubblicazione del libretto, riguardanti la scelta del titolo (da Denaro contato si passa ad Andante all’italiana, giudicato da Vittorini generico e leggermente lezioso, per poi optare per il titolo originale Il prezzo dell’ oro), e il rifiuto della casa editrice di inserire una prefazione di Velso Mucci, giudicata di intonazione troppo polemica. Risolti questi problemi, e stabilita la struttura paratestuale definitiva, la pubblicazione dell’opera subisce comunque, per ragioni rimaste in parte inspiegabili, un ritardo di due anni dalla presentazione del dattiloscritto. Questo ritardo, aggravato da ulteriori disguidi e mancanze, sarà l’origine del difficile, intricato e a volte apertamente polemico rapporto tra Arpino e la casa editrice milanese, ampiamente documentato dal fitto carteggio intercorso tra lo scrittore e i suoi tre principali interlocutori all’interno della Mondadori: Vittorini, Sereni e Alberto Mondadori. Arpino, autore indocile, ribelle e, difficilmente accontentabile, non riuscirà mai ad accettare la politica editoriale mondadoriana, ne contesterà condizioni, clima, basi, maniere, accenti, e cercherà sempre di ottenere maggiore libertà e autonomia, attraverso l’abolizione della tanto odiata clausola d’opzione.

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