Bilenchi, Romano: La siccità

Prezzo: euro 220
Autore: Bilenchi, Romano
Titolo: La siccità
Editore: Rivoluzione
Data: 1941

Bilenchi, Romano: La siccità, Firenze, Rivoluzione, 1941, 18,5×12. Brossura editoriale; pp. 134, (2). 400 esemplari numerati. Edizione originale. Dorso leggermente scolorito; una sigla coeva a penna all’occhietto.

La siccità, racconto lungo pubblicato nel 1940 si inserisce a tutti gli effetti nella lista dei Bildungsromans “eterodossi” del Novecento italiano. Può essere infatti accostato, per analogie ricorrenti, almeno a Tozzi (Con gli occhi chiusi, 1919, ma soprattutto Il podere, 1918), Moravia (Gli indifferenti, 1929), Morante (L’isola di Arturo, 1957). La formazione di un io, spesso narrante, diventa fertile paradigma del mondo perché capace di tradurre in immagine dissoluzioni e conflitti.  Il narratore del racconto coglie se stesso in uno dei passi fondamentali della crescita: la presa di coscienza delle relazioni famigliari e dell’umanità dei loro componenti. Umanità, nel contesto della formazione, equivale a fallibilità: la svolta consiste in un vero e proprio Götterdämmerung, un crepuscolo degli dei. Lo spiccato taglio autobiografico non esclude, anzi favorisce, uno slancio epicizzante. L’Olimpo famigliare di Bilenchi ricorda anche un altro capolavoro della letteratura italiana, in cui il Bildungsroman è vettore di un affresco corale: I Malavoglia (1881). Come nell’opera verghiana, il perno fondamentale della famiglia non è il padre, ma il patriarca: il nonno dell’io narrante.

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