Castellani, Leonardo: Pagine senza cornice

Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Castellani, Leonardo
Titolo: Pagine senza cornice
Editore: Istituto d'Arte Urbino
Data: 1946

Castellani, Leonardo: Pagine senza cornice, Urbino, Istituto d’Arte del Libro, 1946, 19 x 14 cm.

Splendida legatura in cartoncino decorato con rami e foglie gialli e verdi su fondo verde ad opera di Giuseppe Scatassa; pp. 129, (4). Stampato su carta speciale “Urbinas” delle cartiere Milani di Fabriano in 160 esemplari numerati a mano. Con 26 magnifiche acqueforti originali nel testo di Leonardo Castellani: nature morte, scorci di Urbino e della campagna circostante. Rara edizione originale.

Piccolo libro di riflessioni e descrizioni nel quale, in contrappunto ad una prosa sorvegliata ed attenta, sono impresse 26 acquaforti di una rara squisitezza di taglio, chiaroscurate al limite del virtuosismo. L’incisore trova all’immagine uno spazio incantevole con uno stile fermo e netto. C’è un sottile orgoglio nella bravura con cui le composizioni di natura morta sono fissate nel piccolo rettangolo. I neri vellutati dell’inchiostro hanno raggiunto, nella progressione luminosa delle forme, un fascino intenso. Intorno al 1945 Castellani sa cosa domandare a se stesso: piccole lastre dove reinventare le sue vedute d’Urbino; e saranno queste oramai ad attrarre in modo esclusivo la sua vocazione, che coglie e trasfigura – nei campi lunghi delle prospettive, fra gli orti e le cime delle colline – l’immagine di un mondo disegnato dalla luce. (Neri Pozza).

(…) Tanto le piccole incisioni che l’ornano (Pagine senza cornice) quanto le grandi acquaforti che mi giunsero insieme, sono d’una bellezza così schietta e di una tale maestria tecnica da giustificare il mio gioioso stupore. Il Castellani, innamorato del suo caro paese marchigiano, con i suoi boschi, i suoi colli aerei, i suoi paeselli attorniati di selvatici e di piagge solitarie, i suoi fiumi ombreggiati da pioppi e salici, ne fissa con tratti sapienti e magia di bianchi e di neri tutta la soleggiata armonia e l’umbratile mestizia. Ne risulta un incanto poetico misto di verità e di grazia … (Ardengo Soffci).

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