Montherlant, Henry: Les Olympiques

Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Montherlant, Henry
Titolo: Les Olympiques
Editore: Grasset
Data: 1938

Montherlant, Henry: Les Olympiques, Paris, Grasset, 1938, 19 x 12 cm. Brossura editoriale; pp. 326, (4). Dedica autografa firmata di Montherlant alla prima carta. Intonso. Edizione originale nella tiratura corrente.

Nel 1924 la squadra dell’Uruguay vinse le Olimpiadi di Francia; gli autori di quel miracolo che sbalordì il mondo e che si ripetè nel 1928, erano operai e bohémien che non ricevevano nulla dal calcio, tranne la pura felicità di giocare. Avevano tutti vent’anni o poco più; si curavano i lividi con acqua e sale, impacchi di aceto e qualche bicchiere di vino. Nel 1924 arrivarono in Europa con biglietti di terza classe e lì viaggiarono con mezzi di fortuna, in vagoni di seconda, dormendo su sedili di legno, obbligati a disputare una partita dopo l’altra in cambio di un tetto e di qualcosa da mangiare. Durante la preparazione alle Olimpiadi di Parigi, giocarono in Spagna 9 partite e le vinsero tutte. Era la prima volta che una squadra latino americana giocava in Italia. L’Uruguay affrontava la Jugoslavia nella gara iniziale. Gli jugoslavi mandarono delle spie all’allenamento. Gli uruguagi se ne accorsero e si allenarono calciando il terreno di gioco, tirando il pallone alle stelle, inciampando ad ogni passo. Le spie riferirono: Fanno tenerezza questi ragazzi venuti da lontano … Appena duemila persone assistettero all’incontro: la bandiera uruguagia fu issata al rovescio e al posto dell’inno nazionale dell’Uruguay fu suonata una marcia brasiliana. Quel pomeriggio l’Uruguay battè la Jugoslavia 7 a 0. E allora partita dopo partita il pubblico si affollava per vedere quegli uomini sguscianti come saette che giovano a scacchi con il pallone. La scuola inglese aveva imposto passaggi lunghi e palla alta; questi figli sconosciuti inventavano un calcio fatto di passaggi corti e con la palla sempre al piede, con improvvisi cambi di ritmo e finte di corsa. Montherlant nel descrivere tutto ciò nel suo libro Les Olympiques scrisse: Una rivelazione! E’ questo il vero football! Quello che noi conoscevamo, quello che noi giocavamo, paragonato a questo non era altro che un passatempo da studentelli …

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