Onofri, Arturo: Arioso

Prezzo: euro 185
Autore: Onofri, Arturo
Titolo: Arioso
Editore: Roma
Data: 1921

Onofri, Arturo: Arioso. Con disegni di Deiva De Angelis, Roma, Casa d’Arte Bragaglia, 1921, 15,5×21.

Brossura editoriale; pp. 96, (2). Firma di Libero De Libero alla prima carta bianca. Edizione originale, rara. Una macchia di inchiostro in copertina.

ARTURO ONOFRI. Nacque a Roma il 15 settembre 1885 da padre romano, Vincenzo, e da madre di origine polacca, Beatrice Shreider. Nel 1907 esordì come poeta con il volume Liriche, cui seguirono le raccolte Poemi tragici (1908) e Canti delle oasi (1909).Tra il 1910 e il 1917 collaborò con poesie, articoli critici e prose liriche alle maggiori riviste letterarie del tempo come «La Nuova Antologia», «La Diana», «La Voce» dove furono editi anche i suoi saggi critici sul Pascoli. Nel gennaio 1912 fondò con Umberto Fracchia la rivista «Lirica» il cui programma rivendicava la completa libertà dell’artista nella scelta dei mezzi espressivi. Nello stesso anno pubblicò il racconto Disamore, mentre nel 1914 riunì poesie vecchie e nuove nel volume Liriche, considerando conclusa una fase significativa della sua poesia.

Dall’adesione alla poetica del frammentismo e dalla lezione simbolista di Mallarmé trasse ispirazione per la serie di prose liriche raccolte in Orchestrine (1917). Intorno al 1917 scoprì l’opera del filosofo Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia, che influenzerà la sua successiva produzione artistica. Con Arioso del 1921 celebrò la serenità famigliare raggiunta dopo il matrimonio con Bice Sinibaldi e la nascita dei figli Fabrizio e Giorgio. Nel 1924 pubblicò la raccolta di prose liriche scandite in versetti, Le trombe d’argento e il volume Riccardo Wagner, Tristano e Isotta. Guida attraverso il poema e la musica.

Nel volume teorico Nuovo Rinascimento come arte dell’io (1925) elaborò una concezione dell’arte e della poesia, in parte derivata dall’antroposofia, come immagine delle Spirito che unisce tutti gli esseri del cosmo. Per attuare la nuova poesia iniziò a comporre il ciclo lirico della Terrestrità del sole, i cui primi due volumi Terrestrità del sole e Vincere il drago! furono pubblicati rispettivamente nel 1927 e nel 1928, mentre uscirono postumi i volumi Simili a melodie rapprese in mondo (1929), Zolla ritorna cosmo (1930), Suoni del Gral (1932) e Aprirsi fiore (1935). Morì a Roma il 25 dicembre 1928.

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