Scopi e Metodi dell’Irgun Zvai Leumi B’eretz-Israel

Autore: N/A
Titolo: Scopi e Metodi dell’Irgun Zvai
Editore: Firenze

Scopi e Metodi dell’Irgun Zvai Leumi B’eretz-Israel. Organizzazione militare nazionale in Erez – Israel (Palestina), Firenze, Edizione italiana del Comitato Nazionale Ebraico, Corrado Tedeschi editore, Tipografia Ramella, sd (ma 1948), 17 x 12 cm. Brossura editoriale; pp. 15.

Piccolo opuscolo di propaganda dell’Irgun volto ad illustrare le finalità del partito armato israeliano: ritorno a Sionne, libertà nazionale ed indipendenza, libertà e benessere dell’individuo, giustizia sociale. L’opuscolo si articola in diversi capitoli, fra i quali, oltre a quelli elencati sopra: Le vie del successo, Politica del Foreign-Office. Strada verso la rovina dell’Impero; Controllo dell’immigrazione illegale; La buffonata dell’UNO; Non Effettivo; Gli inglesi sono il problema palestinese; Dati tragici ed insormontabili; Troppi operai non produttivi; Onere militare; La politica dei Blimps e degli anti semiti, Pogroms occasionali; Patriottismo dei Reali inglesi.

scopi-metodi-irgun-zvai-leumi-beretz-israelL’Irgun, abbreviazione di Irgun Zvai Leumi, ebraico per Organizzazione Militare Nazionale, è stato un gruppo terrorista sionista che operò nel corso del Mandato britannico sulla Palestina dal 1931 al 1948. In Israele questo gruppo è comunemente citato come Etzel, un acronimo formato appunto dalle sue iniziali ebraiche. L’Irgun è stato classificato dalle autorità della Gran Bretagna e dalla maggior parte delle organizzazioni ebraiche come un’organizzazione terroristica, mentre altri lo considerano un movimento indipendentista. La sua associazione politica con il Sionismo revisionista lo rese un movimento anticipatore del moderno partito/movimento israeliano di destra del Likud. Il gruppo sorse da una scissione dell’Haganah, operata da esponenti che ne consideravano la politica troppo moderata e ne criticavano le propensioni socialiste. Basato sulle premesse formulate da Zeev Jabotinsky che ogni Ebreo aveva il diritto di entrare in Palestina, che solo un’attiva rappresaglia avrebbe intimorito gli Arabi e che solo una forza armata ebraica avrebbe assicurato lo Stato d’Israele, il gruppo attuò attacchi terroristici e ritorsioni come parte centrale dei suoi sforzi iniziali. L’Agenzia Ebraica denunciò l’esistenza, la strategie e le tattiche del gruppo fin dal principio, guidando un deciso confronto nel 1948 che portò alla dissoluzione del gruppo. Immediatamente dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l’Irgun decise di aprire un fronte in Europa. L’incarico di organizzare la rete terroristica fu affidato a Yaakov Tavin, il quale fondò la prima base in Italia dopo esservisi introdotto illegalmente, nascosto a bordo di una nave petroliera italiana. La rete clandestina, capeggiata da Tavin, contò in breve tempo oltre mille aderenti, in gran parte profughi dall’Europa orientale, dalla Germania e dall’Austria. Essi formarono il nucleo del braccio italiano dell’Irgun. Presto si passò alla pianificazione di attentati terroristici. Il primo obiettivo prescelto fu l’ambasciata britannica a Roma: il 31 ottobre 1946, tre giovani terroristi dell’Irgun condussero uno spettacolare attentato contro l’ambasciata britannica a Roma; l’attentato, per la sua gravità, ebbe risonanza mondiale. A seguito degli arresti operati in Italia, il quartier generale dell’organizzazione fu trasferito a Parigi. Nel 1948, il gruppo fu disciolto e i suoi membri integrati nelle neo-costituite Forze Israeliane di Difesa. L’integrazione coincise con l’affondamento, da parte dell’IDF, dell’Altalena, una nave carica di armi e militanti dell’Irgun diretta verso Haifa.

Richiedi Maggiori info

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Telefono

Il tuo messaggio

Domanda di sicurezza, scrivi il risultato:

Questa voce è stata pubblicata in Varia. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

I commenti sono stati chiusi.