Prezzo: euro 40
Autore: Ferrari, Severino
Titolo: Lettera
Data: 1903

Ferrari, Severino: biglietto da visita stampato su carta pergamenata (6 x 9,5 cm.) con 9 righe autografe firmate e datate di Severino Ferrari: 7 marzo 1903. Assieme al biglietto da visita vi è la busta con indirizzo autografo del poeta che scrive a Pasquale Papa; francobollo con annullo postale.

(…) Caro amico, il Carducci ritorna sulla tua libera docenza. Ma insiste per l’esame, giacché tu ti offristi spontaneamente. Se credi, riscrivigli: per tenerlo caldo. Io capisco quanto tu debba essere desideroso di finire questa faccenda per te sì lunga (…)

Severino Ferrari (Molinella, 26 marzo 1856 – Pistoia, 24 dicembre 1905) poeta e critico letterario, è stato continuamente paragonato (con risultati per lui svantaggiosi) a Giovanni Pascoli, conosciuto nel 1873 in seguito alla richiesta di alcune ripetizioni di latino. Fra Pascoli e Ferrari nascerà un’amicizia fraterna durata tutta la vita: Pascoli chiamava scherzosamente Ridiverde il Ferrari (vedi la poesia pascoliana Epistola a Ridiverde) che a sua volta lo chiamava Gianni Schicchi. Nell’estate del 1876 conosce Carducci: ne diverrà allievo all’Università di Bologna e con il maestro curerà l’edizione commentata del Canzoniere di Petrarca. I suoi intensi studi di letteratura lo portano, nel 1877, a fondare assieme a Giovanni Marradi, Luigi Gentile, Alfredo Straccali, e altri la rivista “I nuovi goliardi” della quale escono solo tre fascicoli doppi. Nel 1884 esce il poemetto Il mago: si tratta di un’allegoria in cui si immagina che il mago (cioè Ugo Brilli che con il nomignolo di “mago” veniva chiamato dagli amici a causa di un sonetto incentrato sul mago Merlino) vada a caccia di Biancofiore (protagonista del Filocolo di Boccaccio, assurta qui a simboleggiare la poesia). Il mago, accompagnato dai suoi fidi cani (i “nuovi goliardi”) fa strage di numerose bestie (i nemici letterari del Carducci, fra cui il fiorentino Luigi Alberti, il milanese Giovanni Rizzi, il Rapisardi e altri). L’anno dopo vengono editi i Bordatini e in essi Ferrari sperimenta quella contaminazione fra poesia colta e poesia popolare che lo renderà famoso e che prelude ad analoghi esperimenti di Giovanni Pascoli. Ispiratrice di molte sue poesie è Ida Gini da lui conosciuta nel 1886 a La Spezia e sposata il 23 settembre dello stesso anno. Per il loro matrimonio l’amico Giovanni Pascoli compose una corona di otto madrigali dal titolo L’ultima passeggiata. Carducci aveva scelto Ferrari come successore alla cattedra di eloquenza dell’Università di Bologna. Tuttavia, forti disturbi psichici attanagliarono la parte finale della sua vita e quando, nel 1904, Carducci lasciò l’insegnamento, egli non era ormai in grado di ricoprire la carica, che fu affidata a Giovanni Pascoli. Nel dicembre del 1905 si spegneva a Collegigliato in una clinica dove era stato ricoverato a causa di un inasprirsi della sua malattia mentale.

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