Prezzo: euro 60
Autore: Forzano, Giovacchino
Titolo: Lettera autografa
Data: 1923

Forzano, Giovacchino: citazione autografa firmata e datata Roma, aprile 1923, tratta da una pagina (21 x 13 cm.) della raccolta della contessa Rosa di San Marco. Il librettista e regista cita dal terzo atto della sua opera teatrale del 1920, Sly: Tutti i mali del mondo nascon sempre dal volere di più…

Giovacchino Forzano, Borgo S. Lorenzo (Firenze), 19 novembre 1884 – Roma, 28 ottobre 1970, giornalista, scrittore, drammaturgo, librettista, regista teatrale e cinematografico, ha scritto per Puccini i libretti di Suor Angelica e Gianni Schicchi. Scrisse anche libretti per Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni, Umberto Giordano, Alberto Franchetti, Ermanno Wolf-Ferrari e altri. Dal 1920 al 1930 fu direttore degli allestimenti scenici del Teatro alla Scala di Milano.

Contessa Rosa di San Marco nasce nel 1866 con il nome di Celeste Fornelli De La Beurthe De Barail acquisendo il titolo di contessa dopo il matrimonio nel 1892 con il conte Vincenzo Rosa di San Marco, nato a Roma, colonnello del Regio Esercito in servizio alla Direzione Generale d’Artiglieria di Torino. Dalla loro unione nascono fra il 1893 ed il 1900 cinque figli. Con il marito ben introdotto nella casa reale la giovane contessa ha l’onore di ricevere la nomina a dama di corte della Regina Margherita. Di profonda fede religiosa e patriottica, promuove, sostiene e partecipa attivamente a varie istituzioni culturali, benefiche e cattoliche. Novelliera e scrittrice di attualità cura quotidiane rubriche sui giornali cattolici “L’Italia Reale” ed il “Corriere Nazionale”. Già nel giugno 1915 e per tutto il periodo della guerra, pubblica numerosi libretti a tema religioso “Con Dio per la Patria”, nei quali sono inserite diverse preghiere per i soldati da lei ideate. Fra le notizie che rivelano la sua personalità emerge che nel 1928 rimasta vedova, assume la reggenza del Consolato della Repubblica di San Marino a Torino retto fin dal 1920 dal marito, ed in questo periodo compaiono anche numerosi suoi articoli sul giornale “Il Popolo Sammarinese” dedicati alla moralità e patriottismo. La sua attiva vita pubblica si attenua solo negli ultimi anni e muore serenamente a Torino il 12 ottobre 1933 nella sua casa in Via Sagliano 4 che è anche sede del Consolato. Ai funerali sono presenti numerose personalità del mondo aristocratico, cattolico, giornalistico ed è sepolta accanto al marito nella tomba di famiglia nel cimitero monumentale.

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