Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Gatto, Alfonso
Titolo: Lettera autografa

Gatto, Alfonso: lettera autografa firmata di 4 pagine (15 x 22,5 cm.) su carta intestata “Epoca. Settimanale politico di grande informazione”. Gatto scrive probabilmente a Renato Mucci collaboratore della “Fiera Letteraria” a proposito di questioni lavorative e personali. Senza data ma anni Cinquanta.

 

(…) Rispondo ai vari punti della tua lettera ultima per lasciar poi via libera al cuore. 1) Il numero della Fiera m’interessa che si faccia. Vedete voi. 2) Quanto agli scritti critici miei è un tema fisso anche per me in questi ultimi tempi; ma vorrei scriverne di nuovi e in un modo organico. A quelli vecchi si potrà pensare dopo la mia morte che – calendario alla mano – non è poi così lontana … 3) Questa mi troverà già (…) auguri per lui, speriamo gli giovi in sede pratica. 4) I soldi dei tuoi compensi – mi dice la Tilde – sono stati mandati per errore alla amministrazione – redazione romama (…) che avrebbe dovuto provvedere a inviarteli a via Merulana 13 come si fa con tutti i collaboratori residenti a Roma. (…) Se non li hai ancora avuti (14.000 in tutto, come risulta dai nostri borderò), vai alla Redazione amministrativa in via Veneto e citando i numeri della rivista ove sono usciti (219 e 220) fatteli dare. Questa lettera ti potrà servire di presentazione. Di me cosa dirti? Sono sempre più solo e angosciato: la salute incomincia a andar male, ogni pomeriggio mi assalgono forti dolori di testa, tipico dell’esaurimento. In Francia ebbi cattivo tempo: a Montpellier feci una conferenza all’Università e un’intervista letta da me in francese alla Radio. I giornali si occuparono molto della cosa con (…) altra attenzione per la letteratura (…) Ho voglia di rivedervi, di star con voi, di parlare almeno e d’incendiarmi per le cose che più mi stanno a cuore e che nonostante tutte le apparenze son le ragioni della mia vita. (…) Io spero di fare una scappata a Roma, magari con l’aiuto di una malattia immaginaria. Questo non esser libero mi pesa sempre più, questo vivere soltanto per gli altri mi esaspera. Oggi in casa avrei qualche buona poltrona per i nostri conversari, ne approfitta raramente Bettiza e quasi sempre in silenzio dopo ore e ore di compagnia forzata al giornale. (…) Vedete Ennio (Flaiano) qualche volta? Potrebbe anche farsi vivo con una firma. Insomma statevi bene, finalmente redenti di una pigrizia antica e più degna, amici carissimi, vi saluta e vi abbraccia da questa tristissima sera di nebbia e d’acquetta il vostro (…)

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