Prezzo: euro 70
Autore: Martini, Fausto Maria
Titolo: Lettera autografa

Martini, Fausto Maria: citazione autografa firmata su di una pagina (21 x 13 cm.) proveniente dalla raccolta della contessa Rosa di San Marco: Il mondo è fatto d’uomini e di luce…

Fausto Maria Martini (Roma, 14 aprile 1886 – Roma, 12 aprile 1931) poeta, drammaturgo e critico letterario italiano ha fatto parte della scuola crepuscolare romana dei primi decenni del Novecento. Le sue prime raccolte sono Le piccole morte (1906) e Panem nostrum (1907), dove evidenti appaiono le suggestioni carducciane e pascoliane. Nel 1930 circa Fausto Maria Martini si ritira per un breve periodo di tempo in un convento di frati cappuccini, alla ricerca di serenità ed equilibrio interiore, pubblicando poi le Poesie provinciali (1910). Rientrato a Roma nel 1909, inizia a lavorare come critico letterario nella redazione della rivista «Tribuna» per poi passare, nel 1925, a «Il Giornale d’Italia». Nel 1915 si arruola come volontario nella Prima guerra mondiale ma in trincea viene ferito gravemente con un colpo al cranio che lo costringerà a peregrinare per ospedali nei tre anni successivi.

Contessa Rosa di San Marco nasce nel 1866 con il nome di Celeste Fornelli De La Beurthe De Barail acquisendo il titolo di contessa dopo il matrimonio nel 1892 con il conte Vincenzo Rosa di San Marco, nato a Roma, colonnello del Regio Esercito in servizio alla Direzione Generale d’Artiglieria di Torino. Dalla loro unione nascono fra il 1893 ed il 1900 cinque figli. Con il marito ben introdotto nella casa reale la giovane contessa ha l’onore di ricevere la nomina a dama di corte della Regina Margherita. Di profonda fede religiosa e patriottica, promuove, sostiene e partecipa attivamente a varie istituzioni culturali, benefiche e cattoliche. Novelliera e scrittrice di attualità cura quotidiane rubriche sui giornali cattolici “L’Italia Reale” ed il “Corriere Nazionale”. Già nel giugno 1915 e per tutto il periodo della guerra, pubblica numerosi libretti a tema religioso “Con Dio per la Patria”, nei quali sono inserite diverse preghiere per i soldati da lei ideate. Fra le notizie che rivelano la sua personalità emerge che nel 1928 rimasta vedova, assume la reggenza del Consolato della Repubblica di San Marino a Torino retto fin dal 1920 dal marito, ed in questo periodo compaiono anche numerosi suoi articoli sul giornale “Il Popolo Sammarinese” dedicati alla moralità e patriottismo. La sua attiva vita pubblica si attenua solo negli ultimi anni e muore serenamente a Torino il 12 ottobre 1933 nella sua casa in Via Sagliano 4 che è anche sede del Consolato. Ai funerali sono presenti numerose personalità del mondo aristocratico, cattolico, giornalistico ed è sepolta accanto al marito nella tomba di famiglia nel cimitero monumentale.

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