Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Pascoli, Giovanni
Titolo: Lettera autografa
Data: 1907

Pascoli, Giovani: interessante lettera autografa firmata di 3 pagine (18 x 11 cm.) indirizzata ad una Onorevole Signora, relativa alla candidatura del poeta al comune di Barga: 14 settembre 1907.

Il 24 giugno 1905 la cittadinanza di Barga proclamò Giovanni Pascoli candidato, capo di una lista di concentrazione d’ordine e il poeta riuscì primo eletto con quattrocentoventotto voti su quattrocentotrentadue votanti. Il 25 giugno dell’anno medesimo risultò che il poeta era ineleggibile perché, sebbene cittadino onorario di Barga, non risultava inscritto nelle liste elettorali del comune. Risultò inoltre che la eleggibilità era stata contestata in antecedenza. Si pensò ad una rappresaglia massonica, particolarmente per la conferenza tenuta dal Poeta a Pisa: La Messa d’oro in onore di monsignor Bonomelli. Pascoli tacque fino al giorno dopo le elezioni amministrative del 1907, quando impugnò la penna pe smascherare l’imbroglio subito. E venne la rivincita: 10 settembre 1911.

(…) Non le dispiaccia udir da me che io m’aspettavo una risposta sua che mostrasse la sua disapprovazione per i metodi della Gazzetta di Barga, libello, come ella sa, piuttosto che giornale, libello appena appena in regola con la legge avendo bensì un gerente responsabile (perfettamente irresponsabile), ma non un direttore, non redattori conosciuti … Il prof. Giuliani se ne serve e se ne giova, a quel che pare, contro un amico dell’ieri, contro un collega, contro un ospite. Si voleva dimostrare che la burletta della mia elezione unanime quando mi si sapeva ineleggibile e del perfetto assoluto silenzio sul mio nome quand’ero diventato eleggibile, era involontaria e non implicava disistima e offesa … E si vanno a raccattare da giornali o umoristici o clandestini scioccaggini o birbonaggini per dimostrare ai contadini ignari che in verità io non sono che degno di disprezzo! E in tanto io ho la prova provata e la loro confessione che in verità la prima volta finsero di darmi il voto e la seconda non vollero darmelo! E si fa, o si vuol far credere che io mi lagno di non essere stato eletto, mentre io non ho denunziata che l’offesa alla mia dignità qual’è quella di fingere d’onorare e stimare l’uomo che si oltraggia! (…)

Richiedi Informazioni

    Il tuo nome (richiesto)

    La tua email (richiesto)

    Telefono

    Il tuo messaggio