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Autore: Barilli, Bruno
Titolo: Autografo
Data: 1924

Barilli, Bruno: citazione musicale autografa firmata e datata (4 febbraio 1924) dello scrittoree compositore Bruno Barilli: una pagina (21 x 13 cm.) proveniente dalla raccolta della contessa Rosa di San Marco: la citazione è tratta dall’opera Emiral, per la quale Barilli scrisse tanto il libretto quanto la musica: …Stavi muta Emiral…

Musicista, musicologo e compositore, saggista, giornalista e scrittore, Bruno Barilli nasce a Fano (Pesaro) il 14 dicembre 1880. Studia presso il Conservatorio di Parma: la ristrettezza culturale che in quegli anni contrassegna la città lo spinge ad andare a Monaco di Baviera nel 1901, presso la Dirigentschule, dove può perfezionare gli studi in direzione d’orchestra con il grande Felix Mottl e studiare composizione con Gluth e Thuille. Negli anni tra il 1912 e il 1915 collabora con “Tribuna”, “Corriere della sera” e “Resto del carlino”, con reportage relativi alle guerre balcaniche. Dal 1915 sono vari i periodici cui presta la sua consulenza in qualità di critico musicale. In questo periodo scrive due opere musicali: “Medusa” (1914, rappresentata soltanto nel 1938 a Bergamo) ed “Emiral” (1915). Si trasferisce poi a Roma dove, terminata la prima guerra mondiale, nel 1919 è nel gruppo fondatore della rivista “La Ronda”, in cui Barilli mantiene una rubrica dal titolo “Delirama”. In questi anni è inoltre assiduo frequentatore del Caffè Aragno, uno dei ritrovi letterari più importanti di Roma. Successivamente collabora a “L’Italia Letteraria”. Si dedica anche alla scrittura pubblicando nel 1931 “Il paese del melodramma”, serie di racconti per i quali si avvale della collaborazione di alcuni amici artisti.

Contessa Rosa di San Marco nasce nel 1866 con il nome di Celeste Fornelli De La Beurthe De Barail acquisendo il titolo di contessa dopo il matrimonio nel 1892 con il conte Vincenzo Rosa di San Marco, nato a Roma, colonnello del Regio Esercito in servizio alla Direzione Generale d’Artiglieria di Torino. Dalla loro unione nascono fra il 1893 ed il 1900 cinque figli. Con il marito ben introdotto nella casa reale la giovane contessa ha l’onore di ricevere la nomina a dama di corte della Regina Margherita. Di profonda fede religiosa e patriottica, promuove, sostiene e partecipa attivamente a varie istituzioni culturali, benefiche e cattoliche. Novelliera e scrittrice di attualità cura quotidiane rubriche sui giornali cattolici “L’Italia Reale” ed il “Corriere Nazionale”. Già nel giugno 1915 e per tutto il periodo della guerra, pubblica numerosi libretti a tema religioso “Con Dio per la Patria”, nei quali sono inserite diverse preghiere per i soldati da lei ideate. Fra le notizie che rivelano la sua personalità emerge che nel 1928 rimasta vedova, assume la reggenza del Consolato della Repubblica di San Marino a Torino retto fin dal 1920 dal marito, ed in questo periodo compaiono anche numerosi suoi articoli sul giornale “Il Popolo Sammarinese” dedicati alla moralità e patriottismo. La sua attiva vita pubblica si attenua solo negli ultimi anni e muore serenamente a Torino il 12 ottobre 1933 nella sua casa in Via Sagliano 4 che è anche sede del Consolato. Ai funerali sono presenti numerose personalità del mondo aristocratico, cattolico, giornalistico ed è sepolta accanto al marito nella tomba di famiglia nel cimitero monumentale.

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