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Autore: Liszt, Franz
Titolo: Lettera autografa firmata
Data: 1863

Liszt, Franz: lettera autografa firmata di due pagine (20 x 13,5 cm) scritta in francese: Roma 7 maggio 1863. Liszt scrive ad un musicista, di cui non si conosce l’identità, chiamandolo cher Cavaliere, per parlargli dei progressi musicali della cugina, Mademoiselle Giuli (Maria Giuli Arditi). Gora d’umido nella parte bassa della lettera che non inficia la leggibilità; un piccolo riforzo al verso della carta, lontano dal testo.

(…) Dès le début de votre connaissance avec Mademoiselle Giuli, votre cousine, je l’ai félicité de sa parenté avec un compositeur d’une aussi éclatante renommée que la vôtre, et il m’est agréable, il vous ajiurer, cher Cavaliere, du beau degré de talent qu’elle a atteint. Par son heureuse organisation musicale incessamment développée à l’aide d’un travail assidu, elle est en mesure de faire honneur à son cousinage (…)

Franz Liszt, si recò a Roma la prima volta nel 1839, la seconda dopo circa venti anni, nel 1861, per raggiungere e finalmente sposare la principessa Carolina Wittgenstein, matrimonio però che non fu celebrato perché non approvato da papa Pio IX. Questa forzata decisione fece cambiare lo stile della loro vita; continuarono a frequentarsi ma il loro sentimento si trasformò in un legame spirituale; Liszt finì per vestire l’abito talare e ricevere gli ordini minori, dedicandosi alla composizione di musica sacra e religiosa, con l’intento prospettatogli di riformare la musica religiosa. La sua fama e le sue doti eccezionali di pianista gli aprirono i salotti più illustri della città e lo misero in rapporto con le persone più autorevoli, stringendo amicizia con l’ambiente del Vaticano e le famiglie della nobiltà romana. La grande sala del monastero annesso alla chiesa della Madonna del Rosario a Monte Mario e il Monastero di Santa Francesca Romana al Foro Romano divennero i punti di ritrovo di vari artisti italiani e stranieri e di vari giovani che aspiravano al suo insegnamento. In breve, intorno alla figura del celebre compositore, si formò un salotto culturale musicale frequentato da giovani allievi pianisti: Pietro Boccaccini, Carlo Lippi, Nadina Helbig, Camillo Ciucci, Maria Giuli Tarditi, il fiorentino Giuseppe Buonamici, i napoletani Giuseppe Martucci e Alfonso Rendano e anche numerosi artisti stranieri: i fratelli russi Nicolai e Anton Rubinstein, Hans von Bülow che diedero vita alla così detta Scuola di Pianoforte Romana.

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