Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Scanelli, Francesco
Titolo: Il miscrocosmo della pittura
Editore: Cesena
Data: 1657

Scannelli, Francesco: Il microcosmo della Pittura, overo trattato diviso in due Libri. Nel primo spettante alla Theorica si discorre delle grandezze d’essa Pittura, delle parti principali, de’ veri primi, e più degni Maestri, e delle tre maggiori Scuole de’ moderni, dandosi parimente a conoscere con autorevoli ragioni varie mancanze de gli Scrittori della professione. Nel secondo, che in ordine al primo dimostra la pratica, s’additano l’opere diverse più famose, ed eccellenti, le quali ora vivono alla vista de’ virtuosi, come ornamento particolare dell’Italia, Cesena, Neri, 1657, 21 x 16 cm. Legatura ottocentesca in mezza pelle rossa con punte, piatti in carta marmorizzata, come peraltro le carte di guardia; nervi al dorso; titolo in oro al dorso. Taglio superiore dorato. Antiporta allegorica, ripiegata, incisa su rame; pp. (38), 394, (2) per errata e imprimatur. Fregio tipografico al frontespizio; capolettera inciso; testatine e finalini incisi. All’occhietto antica nota di possesso autografa del barone Cesare Blanc in lingua francese: Acheté à Londres chez Rilandi, Juin 1855. Una leggerissima gora d’umido al margine esterno destro di poche pagine; rinforzo all’attaccatura dell’antiporta. Esemplare fresco e dai buoni margini. Esemplare completo di occhietto, errata ed antiporta figurata quasi sempre assente. Edizione originale (cfr: Besterman, Cicognara, Fossati Bellani, Piantanida)

Prima ed unica edizione, assai rara a trovarsi completa della tavola fuori testo, molto importante per la storia dell’arte italiana del XVII° secolo. L’Autore, medico forlivese, operò in veste di consigliere per gli acquisti di opere d’arte alla corte del Duca di Modena, Francesco d’Este. L’opera corredata da indici delle città e luoghi ove si trovano le pitture menzionate, è apprezzabile per le cospicue indicazioni e l’impegno critico nel descrivere le tre massime scuole italiane. “…la romana con Raffaello, la veneziana con Tiziano, la lombarda col Correggio e la bolognese del Carracci…”. Il trattato dello Scannelli, come sottolinea lo Schlosser, è un “tentativo di dare un sommario critico dello sviluppo storico della pittura italiana”, in cui “è già perfetta la formula sistematica delle tre grandi scuole italiane (…)”. In tutta l’opera è evidente la tendenza ad un allontanamento dai rigori dell’estetica classicista in un clima di passaggio dal manierismo al barocco; l’autore non nasconde la sua totale ammirazione per Caravaggio e per il suo naturalismo. (cfr. Cicognara 204, Schlosser 463, 472, 531, 614, 623).

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