Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Caruso, Bruno
Titolo: 3 disegni originali

Caruso, Bruno: Dibujos para una coleccion (siglo XVI al XX), Madrid, Concha Barros fine art, sd, 23 x 23 cm. Brossura editoriale; pp. 46 illustrate con la riproduzione di disegni di varie epoche in vendita presso la galleria Concha Barros. Sulle ultime 2 carte bianche e sul retro di copertina vi sono 3 disegni originali di Bruno Caruso a piena pagina (21 x 21 cm. circa) inerenti un progetto editoriale probabilmente mai realizzato su Caravaggio. Caruso abbozza tre disegni per altrettante litografie che avrebbero dovuto illustrare una cartella dal titolo: Atti dei processi penali di Michelangelo Merisi detto Il Caravaggio. Quattro incisioni all’acquaforte di Bruno Caruso. In ottimo stato di conservazione.

Bruno Caruso nasce a Palermo nel 1927. Negli anni Quaranta si lega di amicizia a Vittorini e Quasimodo e dà inizio alla sua straordinaria raccolta di libri sull’arte e di opere illustrate; dirige le Edizioni della Galleria dell’Obelisco. Diviene amico degli scrittori tra i quali Sciascia, con cui condivideva la sfrenata passione per l’incisione, De Libero, Sinisgalli, Ungaretti, Cardarelli e dei pittori Clerici, Vespignani, Porzano, Ben Shahn, Jack Levine e di grandi fotografi quali Herbert List, Brassai, etc. Dal 1953 al 1958 collabora con il coreografo Aurelio Milloss e mette in scena diversi balletti. Dal 1953 al 1958 realizza una serie di disegni di denunzia sul Manicomio di Palermo e intraprende una campagna per la revisione della psichiatria insieme con Franco Basaglia. Il suo costante impegno civile lo conduce a battersi contro tutte le forme di sopraffazione e di violenza, scendendo in causa contro i fenomeni di corruzione e di mafia in Sicilia. Severo col sistema e con le sue grinfie ciniche, indipendente, irregolare, irriverente, lo è restando dalla parte della tradizione, di un certo accademismo, di quel mix tra realismo, naïf e narrazione che negli anni del boom concettuale, della pop art, della video arte, del minimalismo o dell’astrazione pura, presupponeva una buona dose di coraggio. Caruso visse da solitario questa sua avventura con l’immagine: fu intenso, nella ricerca di un quotidiano incantesimo visivo, e se ne infischiò delle mode o delle retoriche della rottura. Preferì la ricerca dell’inquietudine e del perturbante, e poi del sogno, della malia, della fantasia, ma entro lo spazio mitico della figura e del racconto. La mia, disse lui stesso, è una pittura figurativa che non si può collocare in uno degli “ismi” di questo tempo. Ha svolto e svolge una vasta attività di illustratore di opere della letteratura italiana ed europea dell’Ottocento e del Novecento, da Machiavelli, a Kafka, a Ungaretti. Ha ricevuto la laurea honoris causa della Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Palermo, la Medaglia d’oro di Benemerito della Cultura dal Presidente della Repubblica Italiana, e nel 2003 il premio Archimede assegnato dalla Regione Siciliana ai siciliani più illustri nel mondo. Ha ricevuto moltissimi altri riconoscimenti da parte di accademie e istituzioni straniere. È Accademico di San Luca dal 1993.

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