Prezzo: euro 110
Autore: De Libero, Libero
Titolo: Ascolta la Ciociaria
Editore: Roma
Data: 1977

De Libero, Libero: Ascolta la Ciociaria. Con 1 acquaforte di Umberto Mastroianni, Roma, L’Arco Edizioni d’Arte, 1977, 25,5 x 18 cm. Cartella editoriale bianca con custodia in cartoncino; titolo impresso in nero al piatto anteriore; all’interno sono contenuti 7 bifogli non legati e piegati a metà, stampati al solo recto, per un totale di 28 pagine. In fine vi è un altro bifoglio contenente all’interno un’acquaforte originale di Umberto Mastroianni, tirata in 100 esemplari numerati e firmati a mano dall’artista, stampata da Renzo Romero e impressa dalla Società Tipografica Italiana nel 1977. Al frontespizio dedica autografa firmata e datata 1977, scritta a matita da Libero De Libero e indirizzata al senatore Nicola Signorelli. Edizione di 100 copie numerate curata da Giuseppe Apella. Dorso della cartellina leggermente scurito per esposizione alla luce; margine esterno della custodia leggermente arrossato. Ben conservata. La prima edizione del poemetto di De Libero uscì nel 1953.

(…) Mi sento una cosa di quel creato anch’io, una cosa non trascurata né dimenticata, una cosa ciociara in terra ciociara, una terra così segreta, ignorata (…) Ciociaria è quella specie di pentagono, chiuso per i due lati determinanti l’apice del promontorio circeo in quel tratto di mare tirrenico che va da Torre Astura a Sperlonga, dove spazia la provincia di Latina tra il dorsale dei Lepini e degli Ausoni. A nord-ovest si parte la linea che da Torre Astura passa per Cisterna di Latina, Artena, Genazzano, Olevano, Subiaco, concludendosi a Vallepietra, donde si svolge il lato est, confinante con l’Abruzzo e limitato dal dorsale principale dei monti Ernici-Simbruini e della Meta con la vasta provincia di Frosinone e l’antico circondario di Sora, fino al solco del Rapido-Gari, mentre il lato sud percorre una linea più frastagliata da Settefrati, attraversando Cassino, Pontecorvo, Esperia fino a Sperlonga. (…) Qui s’affacciano polverose Cori, Sezze, Sermoneta, Ninfa, Norma, Priverno, Fossanova, poi viene Terracina e da ultimo si dispiega quell’immenso aranceto che è la piana di Fondi, dove l’avventura del paesaggio circeo ha termine. Ma dalle falde dei monti Prenestini sino a Cassino, dall’Appennino abruzzese sino a Priverno ricomincia e finisce il viaggio di chi voglia entrare nel cuore della Ciociaria che è Frosinone: con paesaggi ora aspri e caprigni, dirotti nel pallido tufo e nella roccia violacea, ora tenero e gentile spumante da castagneti a vigneti, ora grandioso risorgente da classiche rovine. A settentrione gli Ernii digradano in lente e selvose collinette. A mezzogiorno, come una terrazza diroccata nell’azzurro, i dirupi ventosi dei Lepini si scapricciano lungamente per finire negli Ausoni; e la vallata del Sacco è tutta leggera e fremente nel fumo dei casolari, mentre sui fianchi delle colline s’indorano le antiche città, le rocche baronali di Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli, Sora, Arpino, Aquino sino al Calvario che è Cassino (…) Libero De Libero

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