Prezzo: euro 100
Autore: Longhi, Roberto
Titolo: Morandi
Editore: Firenze
Data: 1945

Longhi, Roberto: Giorgio Morandi in Il Fiore. Galleria d’Arte Moderna, Firenze, Via Folco Portinari, Vallecchi, 1945, 21 x 14,5 cm. Brossura editoriale; pp. 14, (2 retro di copertina sul quale è stampato al recto l’elenco delle opere esposte). Un testo esemplare di Roberto Longhi di 9 pagine circa, seguito dall’elenco delle opere di Morandi esposte. In eccellente stato di conservazione. Rara edizione originale.

Catalogo della mostra svoltasi presso la Galleria “Il Fiore” di Firenze dal 21 aprile al 3 maggio del 1945. La mostra fu inaugurata il 21 aprile alle ore 15. In occasione dell’esposizione personale dedicata al pittore Giorgio Morandi fu stampato questo catalogo che presenta un bellissimo testo di Roberto Longhi e l’elenco della produzione più recente di Morandi: 21 opere che coprono un arco temporale dal 1919 al 1943, con una particolare concentrazione di tele realizzate fra il 1940 e il 1943. (…) Mi parve d’intendere che Morandi si mettesse in difesa dovunque vedeva pungere anche un sospetto di eloquenza, di turgidezza, di agitazione, di retorica della violenza fisica, della forza, del titanico, del capaneico, e simili. Forse perché ne avvertiva, alla lontana, le conseguenze. Ride parco, Morandi, ma non mai più atrocemente di quando gli ritornano a gola certi versacci toscani in lode di un vecchio scultore (“Picchia e ripicchia la pietra puttana – Vedi come si scaglia ed isfavilla”, etc.) A scopo infamante, li ha mandati a memoria. Ecco, par che si dica, dove può portare una certa Italia la retorica dell’energia, il superuomo dell’artigianato rinascimentale. Stessa indignazione, stesso riso, per ogni malinteso primitivismo come pur circolava fra gli stati d’animo del futurismo più balordo; se, per esempio, una sera in faccia a un tramonto affocato e teso dietro la bestiale cupola del Collamarini, fuori porta Galliera, un musicista del gruppo che intendeva suggerire benevolmente ai pittori ch’erano con lui, escì a dire: – Tentarne un’interpretazione su fondo d’oro – Sostando, con la sigaretta incantata tra le dita, a mezz’aria, Morandi commenta immancabilmente: – Enorme. (…) Che soltanto scavando dietro e attraverso la forma, e stratificando le ricordanze tonali, si possa riescire alla luce del sentimento più integro e puro, ecco infatti la lezione intima di Morandi e il chiarimento immediato della sua riduzione del soggetto che gira al minimo; l’abolizione, in ogni caso, del soggetto invadente che parte in quarta e si divora l’opera e l’osservatore (…) Roberto Longhi.

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