Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Scabar, Sergio
Titolo: Soffio di luce
Data: 2007

Scabar, Sergio: Soffio di luce. Fotografia originale in stampa vintage: gelatina al bromuro d’argento stampata in ovale: 19 x 23,5 cm. La fotografia è inserita all’interno di una cornice appositamente realizzata dal fotografo. Al retro firma autografa di Scabar, etichetta con titolo e descrizione: “stampa alchemica ai sali d’argento su carta baritata”. Sempre al retro timbro a tampone blu: “unico esemplare”. In eccelente stato di conservazione.

La mia, è una fotografia di oggetti del quotidiano: ciotole, bottiglie, conchiglie, bicchieri…, composti, in posa. Il punto di vista centrale, una luce velata di silenzio su una gamma scura, gli oggetti che cercano la luce. Una stampa creata in camera oscura, un momento vissuto nella nascita di qualcosa di miracoloso. Il fascino della carta baritata impregnata di gelatina al bromuro d’argento, che, dopo essere impressionata dal negativo, si immerge nella bacinella con un’alchimia di acidi, dove avviene la nascita dell’immagine, che si rivela ai miei occhi lentamente. E a ogni stampa si rinnova la gioia e lo stupore di questo rito, il cui risultato è una fotografia in un unico esemplare. Importante è la cornice, realizzata, in modo diverso per ogni stampa, diventa parte integrante dell’opera. Amo la vita delle cose e mi affascina il mondo silenzioso di Morandi. (Sergio Scabar) Scabar, uno dei principali interpreti della fotografia italiana contemporanea, inizia la sua attività da autodidatta come fotoreporter. Solo negli anni a cavallo tra lo scorso e l’attuale secolo, in un’evoluzione della staticità che aveva sperimentato nei lavori precedenti, la natura morta diventa l’asse portante della sua produzione, riprodotta attraverso una particolare tecnica di ripresa detta ‘alchemica’ che gli consente di ottenere opere uniche in tonalità opache e scure che sono diventate ben presto il suo inconfondibile tratto distintivo. Le opere di Scabar rappresentano oggetti casalinghi. L’artista invita l’osservatore ad un piacevole oblio, ad abbandonarsi e a ritrovare il tempo per godere la bellezza artistica. L’attenzione e il recupero di tali oggetti, la scelta dell’analogico, il minimalismo della composizione e l’uso della luce, esprimono la volontà di ripartire da elementi essenziali del linguaggio fotografico e mettono in relazione il passato, e le sue tradizioni, con il presente.

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