Prezzo: Disponibile a richiesta
Autore: Schwarz, Arturo
Titolo: Il reale dissoluto
Editore: Milano
Data: 1972

(César) Schwarz, Arturo: Il reale dissoluto (1966 – 1968) con dieci rilievi originali di César, Pesaro – Milano, La Pergola edizioni d’arte, 1972, 31 x 24,5 cm. Brossura editoriale; pp. 49, (7) comprese le copertina: bifogli sciolti entro cellophane raccolti in astuccio editoriale in cartone rigido con impressi titoli al dorso e al taglio laterale alto. Il colophon riporta la seguente dicitura: “L’edizione originale de Il reale dissoluto di Arturo Schwarz illustrata da César con dieci rilievi, è stata limitata a 150 esemplari numerati dall’editore e firmati dall’autore e dall’artista. Il testo composto in carattere Gothic è stato impresso su carta a mano delle Cartiere Magnani di Pescia sui torchi dei Fratelli Nava a Milano. I rilievi sono stato realizzati a Pesaro sotto la direzione di Piergiorgio Spallacci, la struttura grafica e la creazione dell’astuccio editoriale sono di Walter Valentini. La tiratura è così distribuita: 10 esemplari contenenti ciascuno uno dei dieci rilievi originali segnati con le lettere A, B, C, D, E, F, G, H, I, J; 99 esemplari numerati da 1 a 99; 16 esemplari “ad personam” numerati da 100 a 115; 25 esemplari fuori commercio segnati da I a XXV. L’edizione è stata ultimata nel mese di settembre 1972. In fondo al colophon firme autografe a matita di Arturo Schwarz e di Cèsar e numerazione a matita.

Assieme al libro è presente una scultura oggetto (cm. 32 x 25, 5 x 9,5 di profondità) contenuta in teca in plexiglass, formata dall’assemblaggio dei dieci rilievi colorati in verde, siglati César e numerati. Qualche lievissimo graffio al plexiglass, ma ben conservata.

Gallerista, editore, studioso del pensiero orientale, surrealista, amico di Duchamp e Breton, Schwarz – fra i più significativi protagonisti della scena culturale internazionale – è anche e soprattutto un grande poeta. I suoi versi, composti in francese, inglese, italiano, corrispondono alle tante vite di un uomo che da sempre è cittadino del mondo. Nato nel 1924 ad Alessandria d’Egitto, si laurea in scienze naturali a Oxford e in filosofia alla Sorbona. A Parigi è protagonista del Surrealismo – “ero un surrealista militante”, afferma – e sotto lo pseudonimo di Tristan Sauvage firma le prime raccolte di poesie come Avant que le coq ne chante. Seguono altre pubblicazioni, tutte accompagnate dai disegni degli amici artisti: dal Reale assoluto illustrato da Marcel Duchamp e Man Ray (1964) al Reale dissoluto illustrato da Cèsar (1973) a Métamorphoses illustrato da André Masson (1976) solo per citarne alcune. Dal 1949 – una volta liberato dal campo di prigionia di Abukir a seguito della vittoria di Israele nella sua prima Guerra di Liberazione – è in Italia, dove inizia a operare su più fronti. E’ editore e gallerista, è saggista e fra i massimi esperti di Cabbalà, é poeta, che scopre la seduzione di una nuova lingua.

César Baldaccini nasce a Marsiglia il 1 gennaio 1921 da genitori italiani. Si stabilisce definitivamente a Parigi nel 1943, trasferendosi sopra lo studio di Alberto Giacometti, dove incontra Jean Cocteau, Pablo Picasso e Jean Paul Sartre. Nel 1952 comincia a realizzare sculture saldando assieme rottami di ferro, facendosi inizialmente conoscere per le sue massicce sculture rappresentanti insetti, vari tipi di animali, nudi ecc. La sua prima mostra personale importante si tiene a Parigi, al Salon de Mai, nel 1955. Il successo è tale che tutte le opere in mostra vengono vendute in breve tempo e l’artista viene invitato a partecipare alla Biennale di Venezia del 1957. Nel 1960 crea la prima “compressione”, ottenuta comprimendo appunto rottami di auto fino a renderli dei pacchi compatti. Nello stesso anno César si unisce al gruppo dei Nouveaux Réalistes, di cui fanno parte Arman, Yves Klein, Martial Raysse, Jean Tinguely, Pierre Restany e altri ancora. Nel 1965 inizia a lavorare con la plastica, dapprima con stampi in plastica di impronte umane e dal 1966 in poi versando poliuretano espanso, cui lascia il tempo di espandersi e solidificarsi. Già nel 1966 César rinuncia alla scultura in metallo saldato. Dal 1967 al 1970 organizza una serie di avvenimenti nei quali produce espansioni in presenza del pubblico. Gli ultimi lavori includono anche sculture in cristallo fuso. Nel 1982 alcune retrospettive delle sue opere vengono organizzate dal Musée d’Art Moderne a Liegi, dall’Espace Niçois d’Art et de Culture a Nizza, dalla Seibu Foundation e dall’Ottara Museum in Giappone. Nel 1995 partecipa alla Biennale di Venezia. César muore a Parigi il 6 dicembre 1998.

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