Prezzo: euro 100
Autore: Sereni, Vittorio
Titolo: La guerra altrove
Editore: Riva
Data: 1970

Sereni, Vittorio – Piacesi, Walter: La guerra girata altrove, Verona, Franco Riva, 1970, 40 x 30,5 cm. Cartella in cartoncino bianco con sovraccoperta tono su tono senza indicazioni; pp. 25, (6) stampate su carte sciolte raccolte in 5 fascicoli. Il tutto raccolto in custodia di tela rossa con applicato al dorso e al piatto anteriore etichetta in carta con il titolo. Con 3 acqueforti originali firmate a matita di Walter Piacesi. Dal Colophon: «Queste poesie di Vittorio Sereni ornate di tre acqueforti di Walter Piacesi, sono state composte e stampate a mano da Franco Riva che, per sé e gli Amici, grazie a Mondadori, ne ha tirato e numerato in torchio 150 esemplari. Verona, Capodanno MCMLXX». Il volume fa parte della collana «I poeti illustrati», curata da Franco Riva per le Editiones Dominicae. In ottimo stato di conservazione.

Le poesie di Sereni sono tratte dalla versione definitiva della raccolta Diario d’Algeria, Milano, Mondadori, 1965, mentre la prima edizione era stata pubblicata da Vallecchi nel 1947; esse sono: Frammenti di una sconfitta; Il male d’Africa; Appunti da un sogno; L’otto settembre. Ecco quanto scrive Sereni nella nota posta in calce al volume: Debbo alla gentile attenzione di Franco Riva l’idea di riproporre e di isolare un episodio editoriale a sé stante che è di fatto la parte conclusiva di un mio vecchio libro, il Diario d’Algeria. In questo, o meglio nella sua edizione definitiva (Mondadori, 1965), tale parte o sezione s’intitola “Il male d’Africa”. Il cambiamento di titolo qui operato tende solo a distinguere questa edizione speciale, che trova in me un preciso riscontro affettivo se non altro per l’assillo intermittente che Sicilia ’43, Algeria-Marocco francese tra ’43 e ’45, hanno messo in me: mi ci sono accanito per anni, non tanto in versi o in prosa quanto a tu per tu con me stesso, quasi si trattasse di un enigma di cui non venivo a capo, che la memoria riproponeva di continuo e che ammetteva soluzioni disparate e molteplici, molto più di quanto non dicano le tracce rimaste sui fogli; quasi si trattasse di un nodo dentro di me, sciolto il quale soltanto avrei potuto avere occhi per altro, orecchi per altro … Oggi mi accorgo che dai miei brevi referti su figure o fatti di quel periodo molte cose sono rimaste escluse, e non delle meno indicative. O forse è più giusto ripetere questa cosa tanto ovvia, che anni o giorni o attimi, per un verso o per l’altro memorabili, sono in verità inesauribili, mai tutto è veramente detto, il pozzo è davvero senza fondo, lo si scopre ogni volta con emozione.

Richiedi Informazioni