Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: AA.VV.
Titolo: Libertà - Correre
Data: 1933

AA. VV.: Libertà – Correre, senza dati editoriali, 1933 – 1934, pieghevole 24 x 22 cm.; aperto misura complessivamente 48 x 44 cm. Copertina in brossura editoriale con titolo e cornice decorativa impressi in rosso su fondo chiaro di Tullio d’Albisola. L’immagine riproduce una tavola tratta dalla prima lito-latta (F.T. Marinetti, Parole in libertà futuriste olfattive tattili termiche), che prende il titolo dalla lirica di F.T. Marinetti ivi contenuta Paesaggio d’odori del mio cane lupo. Al retro un disco in rosso su fondo chiaro, altra immagine di Tullio d’Albisola tratta dalla prima lito-latta. All’interno si trovano: a) 3 illustrazioni in grigio e arancio di Bruno Munari riprodotte nella seconda lito-latta (Tullio d’Albisola, L’anguria lirica, Roma, Edizioni Futuriste di Poesia, 1934) e qui pubblicate in anteprima; b) 3 composizioni parolibere: Marcia Futurista di Marinetti e Passaggio a livello + Uova di Pasqua di Francesco Cangiullo tratte dalla rivista “Vela Latina” e Ritratto olfattivo di una donna di Marinetti, tratta dalla prima lito-latta. Esemplare con una leggera piega centrale ma in ottimo stato di conservazione. Edizione originale.

Ecco cosa scrive Pablo Echaurren in Futurcollezionismo (Bonnard): (…) Torniamo al pieghevole più pregevole che sia dato contemplare e raramente toccare a essere umano (…) Ancora non sono riuscito a sceverare il senso occulto di questa pubblicazione anomala, figlia di n.n., dai lati oscuri, che rifiuta fieramente di fornire gli intenti e i dati editoriali, che raccoglie materiali spuri, distanti tra loro per disposizione spazio-temporale (…). Forse la libertà di correre contenuta nel titolo allude alla possibilità di andare avanti e indietro a piacimento e servendosi delle doppie stringhe cosmiche, dei passaggi dei buchi neri, della massa che collassa, per visitare il passato-presente, il futuro-anteriore, il trascorso-avvenire, l’attualità perenne, l’universo in panne. Questo specimen non sembra che sia stato distribuito ed è difficile capire per quale scopo sia stato edito. L’ipotesi più probabile è quella suggerita da Domenico Cammarota, che si tratti di un bouquet cartaceo marinettiano per la ventilata rentrée nel movimento futurista di Francesco Cangiullo. In una lettera del 22 aprile 1932 Cangiullo scrive a Marinetti: Vorrei fare una rentrée nel Movimento, con repertorio originalissimo a base di 7 trovate, e la cosa dovrebbe essere annunciata da te con clamore d’antico futurismo…. Tutti i futuristi dovrebbero rendermi omaggio con bouquet cartacei… (F. Cangiullo – F.T. Marinetti, «Lettere (1910-1943)», a cura di Ernestina Pellegrini, Firenze, 1989).

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