Prezzo: euro 300
Autore: Marinetti
Titolo: Uccidiamo chiaro di luna
Editore: Milano
Data: 1911

Marinetti, Filippo Tommaso: Uccidiamo il chiaro di luna, Milano, Edizioni Futuriste di “Poesia”, 1911, 21,5 x 15,5 cm. Brossura editoriale; pp. 23, (1). Esemplare allo stato di nuovo. Edizione originale in forma di libro.

Olà! grandi poeti incendiari, fratelli miei futuristi! (…) Usciamo da Paralisi, devastiamo Podagra e stendiamo il gran Binario militare sui fianchi del Goriankar, vetta del mondo! (…) Turbini di polvere aggressiva; accecante fusione di zolfo, di potassa e di silicati per le vetrate dell’Ideale! (…) Fusione d’un nuovo globo solare che presto vedremo risplendere! —Vigliacchi! — gridai, voltandomi verso gli abitanti di Paralisi, ammucchiati sotto di noi, massa enorme di obici irritati, già pronti per i nostri futuri cannoni. «Vigliacchi! Vigliacchi! (…) Perché queste vostre strida di gatti scorticati vivi? (…) Per ora, ci accontentiamo di far saltare in aria tutte le tradizioni, come ponti fradici! (…) La guerra? (…) Ebbene, sì: essa è la nostra unica speranza, la nostra ragione di vivere, la nostra sola volontà! (…) Sì, la guerra! Contro di voi, che morite troppo lentamente, e contro tutti i morti che ingombrano le nostre strade! (…) Facciamoci dunque degli aeroplani! — Saranno azzurri! — gridarono i pazzi — azzurri, per sottrarci meglio agli sguardi del nemico, e per confonderci con l’azzurro dèi cielo (…) È nostra, la vittoria (…) ne sono sicuro, poiché i pazzi lanciano già al cielo i loro cuori, come bombe! Attenti! (…) Fuoco! … Il nostro sangue? … Sì! Tutto il nostro sangue, a fiotti, per ricolorare le aurore ammalate della Terra! È il 20 febbraio del 1909 quando sulla prima pagina di Le Figaro viene reso noto il celeberrimo manifesto di fondazione del futurismo, i cui principi saranno ripresi soltanto due mesi dopo nel secondo testo programmatico Tuons le Clair de Lune!, ovvero, come sarà tradotto nel 1911, Uccidiamo il Chiaro di Luna! Uno dei più celebri tentativi di sterminio letterario attuati da Marinetti: quello del mito del chiaro di luna, emblematicamente condensato in questo manifesto.

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