Prezzo: euro 100
Autore: Arpino, Giovanni
Titolo: Randagio è l'eroe
Editore: Rizzoli
Data: 1972

Arpino, Giovanni: Randagio è l’eroe, Milano, Rizzoli, 1972, 22,5 x 14,5 cm. Cartone editoriale illustrato, completo di acetato editoriale e fascetta; pp. 139, (15). Schedina editoriale conservata. Firma autografa di Arpino alla prima carta bianca. Edizione originale.

Randagio è l’eroe è un romanzo breve. Due i protagonisti, più una “spalla”: Giuan, sua moglie Olona e il loro amico Frank. Tutti e tre appartengono alla schiera di coloro che si sono emarginati sentendosi diversi, portatori di messaggi differenti rispetto a quelli dipinti o incisi sui muri da apparenti contestatori dell’ordine, nient’altro che incitatori di caos e dicitori del nulla. In una città nuda, dai riflessi metallici, dagli altissimi edifici vertiginosamente lontani dagli angoli deserti e assolati di quartieri privi di vita, Giuan si muove di notte in bicicletta per trasformare in messaggi d’amore le scritte lasciate dai sedicenti ribelli all’ordine costituito. In nome di una sorta di anarchia dell’amore, non della violenza. Di una particolare specie di fede nell’uomo (di «misticismo di tendenza randagia, fuori da qualsiasi chiesa» parlava Piovene nella sua presentazione al romanzo sulla « Stampa»). Giuan sbarca il lunario dipingendo cenacoli come quello di Leonardo, convinto che «proprio Filippo, con quell’aria d’agnello innocente, avrebbe dovuto essere Giuda, e questi, benché nero e storto, senza vera colpa», perché Giuda, semplicemente, «torce il gomito e il collo sentendo la tempesta». Gli accidiosi odiano Giuan, che conosce a memoria la Bibbia ma anche la Divina Commedia. È da coloro che si confondono che è necessario difendersi. Commovente storia d’amore e d’amicizia, Randagio è l’eroe parla di un vecchio che sceglie l’isolamento e il vagabondaggio per diffondere l’amore che vede scomparso. Anche questo libro riflette il fascino del viaggio in un percorso letterario raffinato e originale, mai uguale a sé stesso, dalle infinite svolte, poliedrico e cangiante, ancorato alla realtà ma pronto a balzi verso l’alto del fantastico e del mistico. Non so quanti si ricordino dello scrittore piemontese, di cui anche in questo libro si sente la potente attualità.

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