Prezzo: euro 160
Autore: Cardarelli, Vincenzo
Titolo: Prologhi
Editore: Carabba
Data: 1929

Cardarelli, Vincenzo: Prologhi viaggi favole, Lanciano, Giuseppe Carabba, sd (1929), 19,5 x 13 cm. Brossura editoriale; pp. 262, (2). Copia numerata di una tiratura non specificata che dovrebbe recare la firma dell’autore, qui non presente. Dedica autografa firmata e datata (1932) di Vincenzo Cardarelli allo scrittore, giornalista e pittore Virgilio Lilli. Non comuni le dediche di Cardarelli. Dorso scurito con segni d’uso (un po’ più evidenti fra il dorso e l’attaccatura del piatto anteriore) e sporadiche ma minime mancanze. Prima edizione collettiva delle tre opere.

Il volume raccoglie le tre opere giovanili di Cardarelli: Prologhi, Viaggi nel tempo, Favole e memorie. Vi è mantenuta la commistione di versi e prose che aveva caratterizzato la prima edizione delle singole opere; successivamente l’autore deciderà di pubblicare separatamente il corpus completo delle liriche in Giorni in piena (1934) e in Poesie (1936), optando per una distinzione dei generi più vicina al gusto classicista degli anni Trenta.

Prologhi, scritto tra il settembre 1913 e il luglio 1914, era stato nel 1916 un clamoroso successo e aveva inserito Cardarelli, prima sconosciuto, nella società letteraria italiana. Era composto di sedici prose inedite e di quattordici liriche già apparse in giornali e riviste. Il suo carattere prosimetrico, la divisione in brevi capitoli dai titoli allusivi e astratti, la tematica morale e discretamente psicologica inseriscono quest’opera nel gusto vociano dell’autobiografia. Lo stile allocutorio e la scelta della forma aforistica denunciano la presenza forte di Nietzsche, letto dall’autore con passione, come testimonia, in quegli anni, anche l’epistolario. Ma Cardarelli evita abilmente i pericoli impliciti in questi modelli, il soggettivismo verboso e il profetismo astratto alla Papini: la sua parola è avara, lucidissima, tende a una oggettività marmorea e, in un certo senso, metafisica. Viaggi nel tempo, la cui composizione risale al 1916-17, avrebbe dovuto intitolarsi Decadenza. Originariamente era diviso in due sezioni, «Poesia» – composta di diciotto prose e quattro liriche in parte già edite su «La Voce» – e «Retorica», saggi e frammenti critici che andranno a costituire Parole all’orecchio nel 1931. Eliminate le liriche e l’intera sezione retorica, Viaggi nel tempo è formato in questa edizione di tredici prose. La luce adamantina di Prologhi, la sua tagliente moralità, cala su paesaggi e figure femminili e riscrive ironicamente i miti consolidati di Don Giovanni e di Zarathustra. Favole comprende le Favole della Genesi, Fine di Sodoma e Memorie della mia infanzia. Già edita nel 1925 con il titolo di Favole e Memorie, la sua composizione risale al 1919, quando Cardarelli pubblicò su «La Ronda» prose spicciolate di argomento biblico. L’autorevolezza del tema, la sua novità nel repertorio dell’autore, non devono far pensare a uno stacco dal tono dominante in Prologhi e in Viaggi nel tempo, o a una “conversione”. L’autore si allontana dal modello nietzschiano quanto più si avvicina alla prosa leopardiana strenuamente celebrata sulle pagine della «Ronda», mantenendo sempre la suprema libertà inventiva e formale che egli chiamava «indifferenza». Gli elementi memorabili del racconto biblico la tentazione del serpente, il gesto omicida di Caino, il peccato degli abitanti di Sodoma – sono volutamente trascurati di fronte alla messa a fuoco di particolari eccentrici ma di vertiginosa profondità psicologica e fantastica (Luigi De Bellis).

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