Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Ceronetti, Guido
Titolo: Aquilegia
Editore: Rusconi
Data: 1973

Ceronetti, Guido: Aquilegia, Milano, Rusconi Editore, 1973, 22 x 14,5 cm. Tela editoriale con sovracoperta; pp. 310, (12). Dedica autografa in versi di Guido Ceronetti inserita all’interno di un riquadro circondato da una tela, dipinto da Ceronetti stesso: Nella viva dei Farmachi officina / Riponi Erica e Guido. / Felice avranno gli arcani / Aquilegici nido. Edizione originale.

All’interno del volume sono anche conservati: a) un cartolina illustrata al cui retro vi è una lettera-poesia autografa firmata (G.) di Guido Ceronetti a Gabriella: sono qua per / poche ore e / appena ho / il tempo / di una frettolosa / DEDICACE / che ahimé / non è degna / di un tuo / album / ma / non c’è più / Stéphane… b) Un menù a stampa cromolitografica a colori illustrato nella parte bassa, compilato da Ceronetti stesso che scrive di suo pugno la lista delle vivande in lingua francese: 7 luglio 1973: Assiette de crudités aux oeufs, Crème jardiniére, Grand choix de légumes surprise, Fromages Parmigiano et Caciotta Senese, Compote d’abricots. VINS: Dolcetto Amaro delle Langhe, Sangiovese Riserva 70 Pasolini Dall’Onda

L’aquilegia, pianta erbacea perenne che cresce spontaneamente sulle Alpi, dà il titolo a questa prima opera narrativa di Ceronetti, da lui definita una fiaba per adulti. (…) Ceronetti non muove la sua critica alla modernità da una Tebaide intatta, come afferma Beatrice Manetti, ma dal cuore«appestato» della modernità stessa. E non odia genericamente il romanzo, ma la standardizzazione del mercato, «le macchine editoriali» che lo hanno trasformato in «un surrogato industriale», perché la sua concezione del genere è assolutamente moderna, o più precisamente modernista, quando non addirittura avanguardistica, se è vero, come lui stesso afferma, che dietro Aquilegia ci sono l’«anarchia mentale dei surrealisti» e la lezione di «Buñuel, Ernst, Artaud». Chiamati da «una voce, che si serviva di due sogni uguali per comunicarci simultaneamente un’importante parola dall’interno», i due protagonisti di Aquilegia intraprendono un cammino tra onirico e allegorico che si dipana in una serie di tableaux tutti ugualmente statici, legati l’uno all’altro da nessi narrativi debolissimi e arbitrari, ma dove Ceronetti può dare libero corso, sciolto dal ricatto dell’intreccio, alla propria oltranza figurale ed espressiva.

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