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Autore: De Filippo, Edoardo
Titolo: Sik-Sik
Editore: Tirrena
Data: 1929

De Filippo, Edoardo: Sik – Sik: L’artefice magico, Napoli, Editrice Tirrena, 1929, 19,5 x 14 cm. Brossura editoriale; pp. 118, (6). Splendida dedica autografa firmata e datata (1948) di De Filippo a Adolfo Cotronei, scrittore e giornalista (collaborò ad autorevoli testate giornalistiche, dal “Paese” di Napoli al “Don Marzio”, al “Pungolo”, al “Mattino”. Dal 1903, al “Corriere della Sera” Cotronei curò la pagina sportiva, attività continuata con la “Gazzetta dello Sport”, della quale fu vicedirettore): … l’unico uomo che sa sfottermi quando mi esalta ed esaltarmi quando mi sfotte, fraternamente… Dorso leggermente impolverato con alcune lettere del cognome dell’autore e del titolo un po’ sbiadite; per il resto esemplare in ottimo stato di conservazione. Edizione originale.

Sik Sik l’artefice magico è uno dei capolavori del Novecento. Come in un film di Chaplin è un testo immediato, comprensibile da chiunque e nello stesso tempo raffinatissimo. L’uso che Eduardo fa del napoletano e il rapporto tra il napoletano e l’italiano trova qui l’equilibrio di una forma perfetta, quella, appunto, di un capolavoro. Sik -Sik (in napoletano, “sicco” significa secco, magro e, come racconta lo stesso Eduardo, si riferisce al suo fisico) è un illusionista maldestro e squattrinato, il quale è solito esibirsi con modesti spettacoli in teatrini di infimo ordine, e che conduce una misera esistenza fatta di rare soddisfazioni. Una sera, all’ultimo momento, è costretto a sostituire un figurante, tal Nicola, che si era reso irreperibile. Questi rientra un attimo prima che lo spettacolo vada in scena, dando inizio a una turbolenta discussione con il mago. La confusione che ne deriva provoca la scomparsa di un lucchetto di scena, il quale manda all’aria il numero di magia (con la moglie prigioniera in un baule). Incerta è la data esatta del debutto del lavoro (1929 o 1930), ma senz’altro tutti sono concordi nell’affermare che con questa commedia, molto apprezzata dai critici del tempo, ebbe inizio la fortuna per i fratelli De Filippo, come ricordò lo stesso Peppino in un’intervista. L’atto unico fu messo in scena successivamente nel 1932 dalla compagnia Teatro Umoristico I De Filippo al Teatro Kursaal di Napoli, portando poi lo spettacolo a Torino, Roma e Milano. La vicenda di Sik-Sik fu poi trasposta nel film Quei due, diretto nel 1935 da Gennaro Righelli, interpretato da Eduardo e Peppino De Filippo e Assia Noris. Nel 1992 la commedia è stata rappresentata in lingua francese a Grenoble, mentre nel 1997 a Parigi e a Porto (Portogallo).

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