Prezzo: euro 30
Autore: Di Falco, Laura
Titolo: L'inferriata
Editore: Rizzoli
Data: 1976

Di Falco, Laura: L’inferriata. Romanzo, Milano, Rizzoli, 1976, 22 x 14 cm. Brossura editoriale; pp. 249, (7). Dedica autografa firmata e datata (1976) di Laura Di Falco al giornalista Nicola De Feo. Edizione originale.

“U Scogghiu”, così gli abitanti di Ortigia, «sangue e cuore della vera Siracusa», soprannominano «ora con orgoglio ora con affettuoso compatimento» la loro isola, al tempo dei greci centro politico e amministrativo dove aveva sede il palazzo del tiranno. Qui, fino alla metà del Novecento, è sopravvissuto un «mondo proibito ai più costituito dagli ultimi palazzi nobili rimasti ancora in piedi». Il confine naturale del mare separava infatti il nuovo, il moderno ancora in fasce negli anni Cinquanta, rappresentato dalla città di cemento, da una cultura, quella degli ultimi baroni siciliani, in via di estinzione, recalcitrante dall’acquisire la terribile consapevolezza che quel sistema di valori e di gerarchie a lungo perpetrato e da loro difeso, in un futuro assai prossimo, non sarebbe stato più rispettato. Di questo declino parla il romanzo L’inferriata di Laura Di Falco, uscito per la prima volta per i tipi di Rizzoli nel 1976 e finalista quello stesso anno al Premio Strega, nonché recensito con favore da Eugenio Montale. Lo ripubblica nel 2012 la nipote della dimenticata scrittrice siciliana, Fausta Di Falco, compiendo un’opera di recupero che è insieme un omaggio e un gesto di nostalgico affetto per luoghi e persone. Laura Di Falco fece parte del circolo degli “Amici della Domenica” ed esordì nel 1950 con un racconto apparso su Il Mondo di Pannunzio. Ma il suo primo libro che fu anche un grande successo di pubblico fu Paura del giorno (Mondatori 1954). L’inferriata è la storia di un amore all’inizio vietato, perché metteva in discussione ogni convenzione, di una giovane rampolla, la liceale Diletta De Marco, per un ragazzo dai non nobili natali: «Per trovare un compenso immaginò che di Mario non fosse rimasto che il corpo, svuotato d’ogni suo pensiero e convincimento. Quel corpo, tuttavia, l’attirava a sé, incondizionatamente, la liberava da ogni problema, diventava l’unica isola di approdo». Quest’amore, che si inserisce in un contesto di tensioni familiari, proprio quando non sarà più ostacolato svanirà. Quando infatti Mario Denaro verrà introdotto da fidanzato ufficiale in famiglia il suo mutato e conformistico comportamento ripugnerà Diletta al punto da costringerla a rifiutarlo per la disperazione della sua ansiosa quanto anaffettiva madre Emma.

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