Prezzo: euro 150
Autore: Eco, Umberto
Titolo: Il pendolo di Foucault
Editore: Bompiani
Data: 1988

Eco, Umberto: Il pendolo di Foucault, Milano, Bompiani, 1988, 24 x 16 cm. Tela editoriale con sovracoperta; pp. 509, (7), con una illustrazione in bianco e nero in antiporta. Dedica autografa firmata di Umberto Eco allo scrittore Renzo Carmignani. Due o tre puntini di ruggine alle prime carte. Seconda edizione stampata nello stesso mese (ottobre) e nello stesso anno della prima (1988).

Il pendolo di Foucault è il secondo romanzo di Umberto Eco; è suddiviso in dieci segmenti che rappresentano le dieci Sephirot. Il romanzo è ricco di citazioni esoteriche dalla Cabala, all’alchimia e alla teoria del complotto. Il titolo del libro si riferisce all’effettivo pendolo ideato dal fisico francese Léon Foucault come prova sperimentale della rotazione della Terra, il quale ha un significato simbolico all’interno del romanzo. Sebbene alcuni credano che esso si riferisca al filosofo Michel Foucault, notando l’amicizia di Eco con il filosofo francese, l’autore “respinge in modo particolare qualsiasi allusione intenzionale a Michel Foucault” – e questo viene considerato come uno dei suoi sottili giochi letterari. Casaubon, l’io narrante, è dapprima studente e poi giovane professionista dell’editoria a Milano. Attraverso una serie di eventi, trova nel mito dei Cavalieri templari la sua vera ragion d’essere culturale e professionale. Da tale mito tuttavia si diramano una serie di filoni che corrispondono alla parte più occulta o a quella più reietta della cosiddetta civiltà occidentale. Attraverso la scoperta di questi filoni facciamo la conoscenza degli altri personaggi del romanzo, alcuni buoni, altri meno, ma tutti interessati a qualcosa. L’avidità di ottenere ciò che i vari protagonisti cercano manda in malora i buoni e i cattivi più deboli, per così dire. Casaubon, Belbo e Diotallevi, infatti, da un puro gioco traggono il Piano-Complotto la cui “sgangheratezza” contribuisce a renderlo verosimile a quello dell’avido Agliè, in cerca di uno scopo verso cui indirizzare la società segreta paramassonica che capeggia. Il pendolo di Foucault è un libro fatto di libri, come tutti i libri di Eco (fatti di libri, e di libri sui libri). E’ un libro complesso. E’ molti libri insieme. E’ incalzante come un giallo, rigoroso come un saggio, emozionante come un libro d’avventura, appassionante come un reportage storico, provocatorio e caustico come un pamphlet, affabulatorio, intrigante, pirotecnico, coltissimo, sofisticato. Già a ridosso della sua pubblicazione, la critica si pose la domanda del suo rapporto con gli altri romanzi a sfondo storico dell’epoca. Molti critici hanno poi visto nel bestseller Il codice da Vinci di Dan Brown la versione popolare del romanzo di Eco. A questo riguardo in un’intervista Eco dice: Sono stato costretto a leggerlo, perché tutti mi facevano domande in proposito. Le rispondo che Dan Brown è uno dei personaggi del mio romanzo Il pendolo di Foucault, in cui si parla di gente che incomincia a credere nel ciarpame occultista. (intervistatore) <<Ma sembra che lei stesso sia interessato alla cabala, all’alchimia e ad altre pratiche occulte di cui parla nel suo libro>>. No, nel pendolo di Foucault ho rappresentato quel tipo di persone in maniera grottesca. Ecco perché Dan Brown è una delle mie creature.

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