Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Montale, Eugenio
Titolo: Finisterre
Editore: Barbera
Data: 1945

Montale, Eugenio: Finisterre. Con un autografo e un ritratto dell’autore di Giacomo Manzù, Firenze, Barbera, 1945, 22 x 15,5 cm. Brossura editoriale con sovracoperta con alette; pp. 69, (3). Edizione speciale di 200 esemplari numerati; al colophon la firma autografa per esteso di Eugenio Montale. Seconda edizione accresciuta di 4 poesie e 2 prose. Leggere tracce d’uso all’attaccatura del piatto anteriore con il dorso; impercettibile arrossamento della copertina anteriore per esposizione alla luce, ma esemplare ben conservato.

Nell’aprile 1943 Montale scrive a Contini: (…) Oggi o domani ti mando a parte il fascicoletto di 15 poesie, col titolo di Finisterre. Ma non tutte le liriche sono di argomento apocalittico e così dovrai dirmi subito se il libruccio può reggere un simile titolo (…) E poi ancora sempre su Finisterre il 16 agosto a Bazlen: (…) Le mie poesie post-2a edizione Occasioni sono tutte riunite nel volumetto che porta il titolo di Finisterre. Finisterre è una breve raccolta di versi, poi confluita nella Bufera, scritta da Eugenio Montale nei primi anni di guerra e pubblicata a Lugano nel 1943, dopo che Gianfranco Contini l’aveva fortunosamente portata in Svizzera. Nell’aprile del 1943 un minuscolo plico di carta, quindici fogli in tutto, fu portato oltre il confine di Chiasso tra le pagine dei libri di Gianfranco Contini, che abitava a Domodossola e allora insegnava all’ Università svizzera di Friburgo. I quindici fogli corrispondevano alle quindici poesie di Finisterre, che erano apparse qua e là su almanacchi e riviste, ma non erano mai diventate un autonomo volume. Nel 1943 in Italia, Finisterre è infatti assolutamente impubblicabile, a cominciare da quest’epigrafe ad apertura di raccolta, contro i tiranni sanguinari: «Les princes n’ont point d’yeux puor voir ces grand’s merveilles, Leurs mains ne servent plus qu’à nous persécuter…» Qualche anno dopo, quando il clima in Italia era più favorevole, Montale volle ripubblicare la sua esile raccolta di poesie, stampata in forma quasi clandestina, con un editore italiano; presi i contatti con la casa editrice Barbera, che si era sempre distinta nel tempo per la pubblicazione di opere di giovani protagonisti della vita culturale italiana, si decise per una edizione di 200 esemplari, pensata, probabilmente, come volume strenna per il Natale 1945.

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