Prezzo: euro 100
Autore: Palazzeschi, Aldo
Titolo: Sorelle materassi
Editore: Vallecchi
Data: 1960

Palazzeschi, Aldo: Le sorelle materassi, Firenze, Vallecchi, sd (1960), 21,5 x 15 cm. Tela editoriale rossa con titoli impressi al dorso su fondo nero, pp. 376, (8), con il ritratto di Palazzeschi in fotoincisione. Tiratura di 850 esemplari, di cui 50 rilegati in pelle, con firma autografa di Palazzeschi al colophon. Edizione definitiva, notevolmente rivista dall’autore, di uno dei capolavori di Palazzeschi: pubblicato dall’Editore Vallecchi nel 1934, l’autore sottopose il testo originario a una lunga revisione stilistica che giunse a conclusione solo nel 1960 con l’edizione della stesura definitiva.

Uscito la prima volta a puntate su Nuova antologia, il romanzo di Palazzeschi fu subito uno straordinario successo, ma segnò anche una sorta di allontanamento dell’autore dalle sue tematiche e dal suo stile, soprattutto quello degli esordi. In una lettera che lo scrittore inviò a Ugo Ojetti si precisava: sarà un romanzetto piccante senza nulla che possa urtare la suscettibilità di nessuno, pur non essendo, s’intende, un pezzo per educande. Sorelle Materassi, pur non essendo :Riflessi (anno 1908: una storia d’amore omosessuale!), ha nella sua materia una prurigine mai sopita, che diventa vero e proprio impulso sessuale negli episodi in cui la zia abbraccia il nipote o nel rapporto tra quest’ultimo ed il suo amico inseparabile Palle (Remo in fondo non amava che Palle, quello che passava per il suo garzone, rappresentava la parte migliore di sé (…) la gioia reciproca più grande era di dormire insieme (…) composto e un po’ rannicchiato nell’immenso letto si addormentava nel pensiero che la prima parola dell’amico al mattino, sarebbe stata l’annuncio di un progetto). La storia è assai nota: due sorelle che vivono a Santa Maria di Coverciano, esperte e conosciutissime ricamatrici di bianco, vivono una vita riservatissima e ‘borghese’, affiancate da una terza sorella e da una donna di servizio che è figura modesta e garbata, ma assolutamente imprescindibile per l’andamento sicuro e ‘secolare’ della casa. Ad infrangere l’andamento falsamente rassicurante di questa noiosa esistenza la morte di una quarta sorella, stabilitasi in Ancona, che costringerà le altre all’adozione del figliolo quattordicenne, Remo, che costituirà l’inizio della fine delle fortune economiche delle sorelle rimaste. Remo, prima ancora che responsabile del tracollo delle zie, assume ben presto il ruolo dell’angelo perverso, non perché scellerato, ma perché con la presenza di una fisicità straripante e seducente, offre alle donne, vissute fino ad allora in una dimensione sessuale ‘fantastica’ e inventata, una scorciatoia alla possibile occasione di un riscatto libidico. La storia a quel punto diventa una sorta di battaglia di sguardi, al centro dei quali (sia di Carolina e Teresa, ma anche e soprattutto quelli di Niobe, la donna di servizio) il corpo ‘angelico’ e straordinariamente affascinante di Remo che, quando ormai non ci sarà più, ‘fuggito’ in America dopo un matrimonio con una straniera e portandosi dietro l’immancabile Palle, sarà ‘sostituito’ da una sua gigantografia in costume da bagno, appesa nella stanza d’ingresso e di lavoro delle sorelle. Palazzeschi ridicolizza tutto un mondo borghese immobile ed ipocrita (in alcuni passi del romanzo ci si diverte proprio di cuore) attraverso una verve ‘toscaneggiante’ d’immediato impatto, ma nello stesso tempo risate penose nella disgraziata conclusione di una vicenda piena di inganni e di false promesse.

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