Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Palazzeschi, Aldo
Titolo: Poemi
Editore: Firenze
Data: 1909

Palazzeschi, Aldo: Poemi, Firenze, Stabilimento Tipografico Aldino, a cura di Cesare Blanc, 1909, 28 x 19,5 cm. Brossura editoriale; pp. (4), 148, una carta bianca. Tiratura di 250 esemplari. La seconda raccolta poetica di Palazzeschi pubblicata a proprie spese sotto la cura editoriale fittizia di «Cesare Blanc», nome del gatto dell’autore. Alla prima carta bianca dedica autografa firmata di Filippo Tommaso Marinetti a Mario (Carli?). Leggere fioriture alla parte alta della copertina anteriore e al dorso. Bell’esemplare stampato su robusta carta uso mano, in barbe, privo di restauri. Non comune edizione originale.

Poemi di Aldo Palazzeschi a cura di Cesare Blanc escono nel maggio del 1909 con una copertina disegnata dall’autore. Con questa raccolta Palazzeschi ottiene i primi veri riconoscimenti e il primo lancio, soprattutto ad opera di Marinetti, che lo arruola subito nella rumorosa ma ancora scarsa schiera dei futuristi investendolo del proprio attivismo promozionale: <<I vostri poemi mi hanno vivissimamente interessato per tutto ciò che rivelano in voi di non ancora espresso e di sicuramente originale. Vi è – nel vostro volume – (…) un odio formidabile per tutti i sentieri battuti, e uno sforzo, talora riuscitissimo, per rivelare in un modo assolutamente nuovo un’anima indubbiamente nuova>>. Palazzeschi, anche a distanza di molti anni, continuerà a ricordare con gratitudine l’accoglienza di Marinetti: <<Provvisto di un cannocchiale più lungo di quello che per guardar la luna adoperava Galileo, Marinetti non so come facesse, lo aveva fatto con altri, riuscì a scoprirmi in mezzo al mio deserto in compagnia dell’editore inventato>>. Palazzeschi, preso nel vortice futurista, vive una delle stagioni più elettrizzanti della sua vita: <<E’ come ricordare l’università. Probabilmente sono nato vecchio, tolto quel breve periodo …>>. A differenza delle precedenti raccolte, Poemi presenta già i caratteri di ironia e parodia dissacrante delle tematiche classiche, che diverranno poi la nota tipica della poetica di Palazzeschi; ad esse si affianca l’introduzione del verso libero, secondo le tendenza rivoluzionarie della poesia di inizio Novecento.

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