Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Ungaretti, Giuseppe
Titolo: Allegria di naufragi
Editore: Vallecchi
Data: 1919

Ungaretti, Giuseppe: Allegria di naufragi, Firenze, Vallecchi editore, sd (1919), 20 x 14 cm. Brossura editoriale; pp. 245, (3) + 8 pagine di catalogo editoriale in fine volume. Dorso leggermente scurito per esposizione alla luce; copertina anteriore con lievi tracce d’uso, ma esemplare assai fresco e ben conservato. Edizione originale.

La poesia Allegria di naufragi è sicuramente una delle composizioni più famose del poeta Giuseppe Ungaretti e una delle sue più rappresentative: è stata composta a Versa (Gorizia) il 14 febbraio 1917 e reca il titolo originario (omonimo) della raccolta di Ungaretti alla quale appartiene, Allegria di naufragi. Tale raccolta ha una vicenda editoriale abbastanza complessa: il primo gruppo di poesie venne pubblicato nel 1916 col titolo Il porto sepolto. Nel 1919 si aggiunsero poi altre poesie e il titolo cambiò in Allegria di naufragi. L’edizione successiva, del 1931, fu intitolata semplicemente L’Allegria: Ungaretti eliminò la componente ossimorica (naufragi), cercando di mettere in evidenza soltanto la vitalità e lo slancio positivo presente nella vita di ogni uomo. Da questo momento Ungaretti non smette mai di rimaneggiare e modificare il volume, editandolo nuovamente nel 1936 e nel 1942 (all’interno della raccolta Vita d’un uomo), fino ad arrivare alla versione del 1969, anno precedente a quello della morte del poeta. L’allegria di naufragi è la raccolta di poesie più conosciuta e nota di Giuseppe Ungaretti: l’opera è abbastanza varia a livello tematico. Riunisce infatti al suo interno, versi legati all’esperienza diretta della Prima Guerra Mondiale a poesie che ricordano alcuni momenti della vita privata dell’autore. Il titolo dell’opera esprime la gioia che l’animo umano prova nell’attimo in cui si rende conto di aver scongiurato la morte, drammaticamente contrapposto al dolore per essere uno dei pochi sopravvissuti al “naufragio”: questo sentimento si esprime con particolare intensità durante il periodo al fronte, ma attraversa tutta la raccolta e si concretizza nell’ossimoro del titolo. Lo spiega Ungaretti stesso nella Nota introduttiva alla Allegria di naufragi del 1919, affermando d’aver voluto esprimere: (…) quell’esultanza d’un attimo, quell’allegria che, quale fonte, non avrà mai se non il sentimento della presenza della morte da scongiurare. L’Allegria obbedisce così ad un proposito di poetica molto importante per Ungaretti: la ricerca, anche attraverso il dolore, del nucleo originario e assoluto dell’identità umana, attraverso cui riscoprire e ricostruire una fratellanza al di là della sofferenza.

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