Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Costantini, Flavio
Titolo: A Giorgiana
Editore: Genova
Data: 1977

Costantini, Flavio: A Giorgiana, Genova, Centro Documentazione Io e gli Altri, senza data ma 1977. Manifesto originale stampato in serigrafia a colori: 70 x 50 cm. In basso a sinistra un breve testo firmato le compagne femministe. Leggerissime tracce di foxing, ma ben conservato. Raro.

Giorgina Masi, più conosciuta con il soprannome di Giorgiana (Roma, 6 agosto 1958 – Roma, 12 maggio 1977), era una studentessa italiana uccisa a diciotto anni durante una manifestazione di piazza. Nel tardo pomeriggio di giovedì 12 maggio 1977 si trovava, in compagnia del fidanzato ventunenne Gianfranco Papini, nel centro storico della capitale, dove erano scoppiati violenti scontri tra dimostranti e forze dell’ordine, in seguito ad una manifestazione pacifica del Partito Radicale, a cui si erano però uniti membri della sinistra extraparlamentare e in particolare dell’Autonomia Operaia, questi ultimi armati. Alle ore 19,55 i due erano in piazza Giuseppe Gioachino Belli, quando un proiettile calibro 22 colpì Giorgiana all’addome. Subito soccorsa, fu trasportata in ospedale, dove ne fu constatato il decesso. Le ipotesi accreditate, seppur mai verificate, rimasero due: “il fuoco amico”, come sostenne l’allora Ministro dell’Interno Francesco Cossiga, addossandone la responsabilità a frange di Autonomi, o le forze dell’ordine in borghese, che fecero fuoco con una pistola non d’ordinanza, mai individuata, secondo l’avvocato di parte civile, la sinistra e i radicali.

Dai primi anni Sessanta, dopo un viaggio in Unione Sovietica e una serie di letture e ricerche sul movimento libertario internazionale (tra cui il libro di Victor Serge, considerato dall’artista fondamentale per la sua formazione, Memorie di un rivoluzionario), la attenzione di Costantini si rivolge quasi esclusivamente alla storia sociale: tra il 1963 e il 1979 realizza una sessantina di tempere dedicate a alcuni dei principali, e spesso traumatici, eventi della storia, traendo ispirazione, in particolare, dai maggiori attentati compiuti in Italia, Francia, Spagna e Stati Uniti. Il centro della riflessione dell’artista è sempre la figura del rivoluzionario e il suo gesto utopico e distruttivo, uno stato d’animo che proprio Serge aveva così riassunto: “Sin dall’infanzia, mi sembra di aver sempre avuto, molto netto, il doppio sentimento che doveva dominarmi durante tutta la prima parte della mia vita: quello cioè di vivere in un mondo senza evasione possibile, dove non restava che battersi per una evasione impossibile”. Nella ricerca di Costantini, dagli anni Ottanta in poi, l’impossibilità di evadere dalla storia e dalle sue conseguenze coinvolge i carnefici come le vittime, o è il risultato della semplice casualità degli eventi. Costantini è anche illustratore di numerosi libri. Tra i principali Il cavallino di fuoco di Vladimir Majakovskij, Cuore di Edmondo De Amicis, La linea d’ombra di Joseph Conrad, Ricordi dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij. Dal 1991 è l’autore dei manifesti della biennale “Piemonte e letteratura”. Ha collaborato con le sue illustrazioni a numerosi quotidiani e periodici nazionali, tra cui “La Domenica del Corriere”, “Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “L’Europeo”, “Panorama” e “L’Espresso” e ha esposto in numerose gallerie e musei in Italia e all’estero, tra cui si ricordano le mostre personali a Milano presso la Galleria del Naviglio e la galleria di Arturo Schwarz; le mostre antologiche a Ferrara, alla Triennale di Milano e al Museo Luzzati di Genova; la partecipazione alla XLII edizione della Biennale di Venezia.

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