Tzara, Tristan: manoscritto autografo firmato Trouble: senza data ma 1916 – 1919. 17 righe autografe con numerose cancellature ed aggiunte, illustrate da 4 disegni autografi di Tzara raffiguranti teste eseguiti ad inchiostro su una pagina (21,5 x 27,9 cm.) della rivista tedesca “Die Aktion”; al margine destro timbro a tampone della collezione William P. Moor. Al retro del foglio un articolo illustrato da un incisione originale su legno di stampo espressionista di Egon Schiele.
Cher Monsieur /j’ai mis dans ces pages qui ne sont pas un livre / le pistolet des réactions que je voulais / tout ce qu’il ne fallait pas oser / je les ai lues près du coeur des chandelles / Cinq cents chameaux dans un bordel / et tous ceux qui s’enivrent / Bien à vous + affection / par delà les géometriés des canons révolutines / Trouble / Trouble
cher m. Soffici Ardengo / j’ai mis dans ces pages qui ne sont pas un livre / Un pistolet les réactions contre toute littérature allegro / pour qu’on les lise près de coeur de la chandelle / Cinq cents chameaux dans un bordel …
Il presente manoscritto è verosimilmente il brogliaccio di un poema inviato da Tzara ad Ardengo Soffici. Esso è costituito da 2 strofe; benché non sia datato molti elementi fanno ritenere che risalga al primo periodo artistico di Tzara, e cioè agli inizi di Dada fra il 1916 e il 1919. La pagina della rivista “Die Aktion” sulla quale è scritto il testo appartiene al numero 35/36 apparso il 2 settembre 1916, come testimonia l’incisione di Schiele: Tre uomini alla spiaggia. La prima strofa è firmata due volte Trouble, la seconda firma è incorniciata. Questo modo di firmarsi è abbastanza rivelatrice dello spirito e della volontà artistica dell’epoca dadaista di Tzara. In effetti il nome di Tzara, pseudonimo di Samuel Rosenstock, significa in lingua ebraica “Trouble”, inteso nella sua accezione di squilibrio, deragliamento, problema. Tzara utilizzerà questo pseudonimo per la prima volta nell’ottobre 1915 in una pubblicazione rumena. Anche lo stile del poema è rivelatore dell’estetica Dada quale Tzara svilupperà a Zurigo a partire dal 1916: l’utilizzo della giustapposizione di immagini senza rapporto apparente le pistolet des réaction que je voulais, accompagnate da una certa violenza o dall’evocazione sessuale.
Tzara entrò in contatto con De Chirico e Giuseppe Raimondi sin dal 1916, come testimoniano alcune lettere di Tzara riprodotte da Giovanni Lista e nel catalogo della mostra Giuseppe Raimondi tra poeti e pittori. Molto scarsa è la documentazione circa i rapporti tra Soffici e Tzara; è tuttavia certo che sia su consiglio di Alberto Savinio che Tzara prende contatto con Soffici, nel tentativo di sviluppare e diffondere le sue idee artistiche. Ritornato dalla guerra nel 1919, Soffici traumatizzato dall’eperienza come lui stesso dichiara, opera un brusco cambiamento nella sua concezione artistica ed estetica, effettuando quel ritorno all’ordine al quale aderisce anche Carrà, e che lo porta alla fondazione di Valori Plastici e di Rete Mediterranea. Tale cambio di direzione si tradurrà in una produzione di paesaggi toscani in uno stile davvero troppo classico per la concezione estetica di Tzara. D’altra parte prima del 1919 Soffici fu tra i primi affiliati al futurismo; si trovano nelle sue opere futuriste una similiratà con le idee di Tzara; così quando Tzara afferma che L’arte non è affatto seria, ve lo giuro (La premiére aventure céleste de M. Antipyrine, 1916), gli fa eco Soffici affermando che L’arte non è affatto una cosa seria (“La Voce”, 1916). Il presente documento è dunque la testimonianza del ventenne Tzara che entra in contatto con gli artisti europei d’avanguardia nel tentativo di interessarli alla sua attività.
Richiedi Informazioni