Prezzo: euro 90
Autore: Ripellino, Angelo Maria
Titolo: La fortezza d'Alvernia
Editore: Rizzoli
Data: 1967

Ripellino, Angelo Maria: La fortezza d’Alvernia, Milano, Rizzoli, 1967, 21 x 13,5 cm. Cartone editoriale con sovracoperta; pp. 133, (13). Firma autografa per esteso di Angelo Maria Ripellino alla prima carta bianca. Lieve marginale brunitura dovuta alla qualità della carta. Il libro vinse il premio Cittadella. Edizione originale.

Il toponimo Alvernia – avverte Ripellino nel Congedo, è una parola composita, un portemanteau word, nella quale si assommano inverno, averno, verna, e inoltre il ricordo dell’Auvergne francese e la Chanson pour l’Auvergnat di Brassens, che spesso udivo da un disco di Juliet Gréco: un orroroso labirinto di malattia, di sofferenza, di paura, illuminato, talora, dalla flebile-tiepida luce di una speranza smorzata subito dall’irrimediabile gelo di morte incombente. In questa atmosfera allucinata, da fortezza e da manniana montagna incantata – la fortezza d’Alvernia non è che la denominazione poetico-fantastica del sanatorio di Dobrìš, situato a quaranta chilometri da Praga, dove, nel 1964, Ripellino fu ospite per alcuni mesi: «tutti noi che, spiega il poeta, contrassegnati da un numero, sbilenchi, sgualciti, piegati da raffiche, opponevamo la nostra caparbietà all’insolenza del male… nel mio poemetto si incrociano rotaie di rimandi alla musica di Janáček e di Mahler e di altri compositori, al jazz e alla biografia di Charlie Parker, all’acerbità lessicale della nostra poesia del Due e del Trecento, alla pittura di Klee e di Max Ernst, a trattati di botanica – ancora reminiscenze di rubriche taurine e manuali turistici e images d’Épinal.

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