Prezzo: disponibile a richiesta
Autore: Peruzzi, Osvaldo
Titolo: Aeropittura

Peruzzi, Osvaldo: tempere colorate su cartone: 31 x 23 cm. Aeropittura: dipinto originale costituito da una serie di piani e sagome curvilinee di diverso colore, definiti dall’intersecarsi di linee dritte e curve. Il soggetto è rappresentato attraverso i principi dell’estetica cubo-futurista, cioè attraverso la scomposizione dei volumi, la sintesi e la visione simultanea da più punti di vista. Opera unica risalente alla metà degli anni Trenta, firmata in basso a destra. Il dipinto si inserisce in una serie di opere realizzate da Peruzzi fra il 1933 e il 1934, momento in cui il tema propriamente aeropittorico si fa più insistente nella sua immaginazione. In ottimo stato di conservazione. Provenienza: Edmea Morpurgo, figlia del futurista Nelson Morpurgo.

Scrive Peruzzi nel 1934: La macchina, liberando i muscoli dallo sforzo fisico, ha permesso all’uomo di lottare contro importantissimi fattori: tempo-spazio, immensificandogli le doti di velocità, dandogli la possibilità di volare e allargando così sensibilità e campo d’azione individuali, esaltando le doti intellettuali dell’individuo e creando quindi un superamento del lavoro fisico con il lavoro meccanico. (…) L’arte ha sempre tratto impulso creativo animatore, dall’atmosfera nata come diretta espressione di un’epoca. E ora l’atmosfera che noi viviamo ci è data dal ritmo delle macchine, dall’estetica delle nuove costruzioni, dal lirismo geometrico dei canali che solcano le campagne bonificate, dalla poesia dei bacini idroelettrici. È dunque questa atmosfera che darà all’arte del nostro tempo una nuova sintesi di bellezza dinamica: l’estetica del movimento...

Peruzzi aderisce negli anni trenta al futurismo, attratto dalle ricerche artistiche di Prampolini, Fillia e Munari. Si trasferisce a Livorno, dove si dedica all’attività di famiglia, una fiorente vetreria. Nel 1933 prende parte alla mostra “Omaggio futurista a Umberto Boccioni” alla galleria Pesaro di Milano, partecipa alla mostra futurista di Palazzo Ferroni a Firenze e alla prima mostra nazionale d’arte futurista di Roma. Con dieci dipinti è presente alla mostra nazionale futurista che si tiene alla Bottega d’arte di Livorno, organizzata da Marinetti, Fillia e Mino Rosso. Espone ad Amburgo nel 1934 in occasione della mostra sull’aeropittura futurista e dalla metà degli anni trenta fino ai primi anni quaranta, partecipa a tutte le Biennali e Quadriennali. Fra il 1933 e il 1935 collabora alle riviste “La città nuova” e “Stile futurista”, entrambe dirette da Fillia. Nel 1941 pubblica il manifesto “Plastica delle essenze individuali” ed espone a Milano nella sala degli aeropittori futuristi in occasione della III Mostra del Sindacato nazionale fascista di belle arti. All’attività pittorica affianca quella di grafico pubblicitario. Sotto le armi dal 1940, viene fatto prigioniero dagli angloamericani nel 1943. Al termine della guerra torna a Livorno dove continua a dipingere e ad esporre. Nel 2001 la sua opera riceve la definitiva consacrazione dalla partecipazione alla grande esposizione “Futurismo 1909 – 1944”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

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